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verso l'arte globale tra ricerca, tecnologia e natura.

 
ELIZA ZADI, ARTOUR-O il MUST - FIRENZE





ARTOUR-O il MUST, il Museo Temporaneo - Firenze 



Cos’è – ARTOUR-O il MUST, il MUSeo Temporaneo, attivo a Firenze dal 2005 dove torna ogni anno, è composto anche da un secondo appuntamento all’estero. Ė una piattaforma dedicata alla promozione della creatività dell’arte contemporanea, del design, del mondo dell’Impresa e delle Istituzioni. Crede nella forza della Committenza, realtà strutturale alla storia dell’arte italiana.
Chi – i Partecipanti sono i Team composti da Artisti e Committenti con le Sezioni INTERIOR, a Tavola, Blow up, Punto Critico, Red Carpet, Saper Vedere, UnRolls, ARTOUR-O d’Argento, e i Focus Il Bello fa bene alla Salute, Arte e Committenza e Punto Critico.
Dove – il Percorso in Città è scandito dalle diverse " briciole” di Arte Contemporanea, Design, Architettura e Storia dell’Arte: Accademia delle Arti e del Disegno, ASP Montedomini, Basilica della SS.MA Annunziata, Centro Sauro Cavallini, Fani Gioielli, Officina Profumo Farmaceutica di S. Maria Novella, OOO Out of Ordinary, Penko, Parco di Villa la Vedetta.
Come – Aziende, Istituzioni, Imprese, Fondazioni, Associazioni, partecipano presentando opere d’arte e design.
Perché – Lo scopo è quello di fare comunicazione attualizzando il ruolo della Committenza illuminata che nel passato ha avuto fulgidi testimonianze in Cosimo I, Isabella d'Este e Lorenzo il Magnifico lasciando così anche oggi il segno della nostra identità e del nostro momento storico. 






In occasione di ARTOUR-O il MUST, il Museo Temporaneo, che si svolgerà a Firenze dal 20 al 24 marzo 2019, Elisa Zadi presenterà due opere inedite “Monna Lisa Shoes” e “Bia e Cosimo”. Le opere concepite appositamente per l’evento, saranno rispettivamente presentate il 20 di marzo ore 19:00 presso OOO Out of Ordinary e il 21 marzo ore 16:00 presso il Chiostrino della Basilica della SS.MA Annunziata.



“Bia e Cosimo” è un’opera appositamente concepita per ARTOUR-O che quest’anno vuole rendere omaggio a Cosimo I de’ Medici. L’opera si presenta come un’installazione pittorica interattiva che vuole invitare a riflettere sul legame affettivo che si era instaurato fra Cosimo e Bianca e coinvolgere il pubblico a partecipare con delle azioni dirette sull’opera.
Fra i numerosi figli illegittimi di Cosimo I solo Bianca de’ Medici ha madre ignota e da alcuni scritti d’archivio si evince che fosse una delle figlie predilette e Cosimo passasse molto tempo con lei: questi fatti hanno scaturito l’interesse di Elisa Zadi che si è dedicata a questo lavoro prescindendo da fatti storico-politici e restituendo uno spaccato intimo e familiare del Granduca coinvolgendoci in una riflessione sull’importanza dei rapporti affettivi.
“Ricostruendo il simulacro del piccolo corpo di Bianca, attraverso lo studio dell’abito indossato nel famoso ritratto del Bronzino, ho voluto ricrearne la presenza essenziale e inserirla in una struttura-porta simbolica con cui lo spettatore potrà interagire afferrando fra i fili e gli specchi appesi al suo interno dei cartigli con dei messaggi segreti di cui ne diventerà il tramite e il custode” così Elisa Zadi racconta e convoca nel partecipare alla sua opera.










“Monna Lisa Shoes” è un’opera dedicata a Leonardo da Vinci in occasione del cinquecentenario dalla sua morte. Elisa Zadi parte da una ricerca storica sui calzari e, imitandone l’estetica del periodo, crea un supporto ligneo sagomato su cui dipinge ad olio il paesaggio presente dietro il ritratto della Gioconda. “Personalmente, il fatto che più mi ha incuriosito osservando questa opera è stato pensare a cosa potesse esserci oltre quell’immagine che Leonardo a scelto di mostrare” dice l’artista “mi sono sempre chiesta come potesse continuare la veste della donna al di sotto di quell’inquadratura … E che tipo di scarpe avrebbe potuto indossare la Monna Lisa?”. Il desiderio di Elisa Zadi è quello di incuriosire lo spettatore e fornire una chiave interpretativa immaginifica e alternativa di un’opera tanto popolare, ma che riveli ancora una diversa possibilità interpretativa.





Biografia/ 


Elisa Zadi esordisce nel 2005 con una serie di autoritratti che si riveleranno indagine introspettiva a lei necessaria e che permarrà come uno dei temi centrali della sua ricerca. Dal 2008 il suo interesse si concentra sulla figura umana, soprattutto femminile, indagata con una cruda e introspettiva frontalità: questo origina dei lavori pittorici che si esprimono in polittici; i soggetti si compongono in una narrazione ritmata e concettuale, che si intensifica nel 2013/14 con delle serie pittorico-installative di grande formato, che ricostruiscono attraverso la frammentarietà della tela uno spaccato di esistenzialità quotidiana. Dal 2015 la figura umana diventa simulacro della sua essenza attraverso opere-vestiti che rivelano una continua ricerca di materie e materiali, in cui il margine della pittura estende i propri confini abbracciando varie discipline dando vita a installazioni interattive e performative.





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