26 aprile 2017

Fino al 4.V.2017
 Kensuke Koike, To Wolf A plus A Gallery, Venezia

 

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Si intitola “To Wolf” la nuova mostra di Kensuke Koike nella sede di A plus A Gallery di Venezia, incentrata su una serie di lavori inediti pensati e realizzati appositamente per lo spazio della città lagunare. Originario del Giappone (Nagoya, 1980), Koike si è formato a Venezia, dove – racconta – il suo appartamento era troppo piccolo per contenere la gran quantità di tele che dipingeva. Forse allora anche per motivi logistici, ma certamente non solo, negli anni successivi si è registrata la sua migrazione dalla pittura al video e dal video alla fotografia, giunta a compimento con la tecnica del collage fotografico. Principale e più noto mezzo espressivo dell’artista, nel quale l’interesse per la possibilità di manipolare l’immagine si è compiuto soprattutto nel recupero di foto vintage raccolte e selezionate con metodica pazienza. Inventando una nuova versione di storie d’altri tempi, scrivendo un epilogo diverso a scene di ordinaria quotidianità che erano state congelate in un click in bianco e nero poco meno di un secolo fa. 
“To Wolf” cattura subito lo sguardo dello spettatore all’ingresso della galleria con l’installazione Bigger is Better (2017) e, nel contempo, lo fuorvia. Un “bosco” misterioso, a tratti forse addirittura oscuro, di solidi geometrici abita infatti le prime due sale, all’apparenza fabbricati di un marmo ponderoso che conferisce loro una parvenza monumentale, monolitica. L’anima delle colonne cela, tuttavia, la vera natura di queste sculture, realizzate in carta fotografica stampata in digitale e avvolta fino a prendere la forma voluta. La trappola percettiva viene, comunque, svelata per volontà dell’artista stesso che lascia intravedere esternamente i magneti di chiusura dei grandi fogli.
Kensuke Koike, There, 2017, collage of aerial photography, inkjetprint on paper, 37,5 x 27,5 cm
Alla nuova sperimentazione tridimensionale e installativa, sempre scandita attraverso l’ironia per “pensare le cose al rovescio”, per rivelare nuove sfaccettature della realtà, si affiancano i collage There (2017). Si tratta di immagini aeree scattate dallo stesso Koike sottoposte, poi, a una trasformazione visiva: per mano dell’artista porzioni di ritagli geometrici vengono estrapolati e posizionati in una nuova prospettiva, dando vita a forme volumetriche che si inseriscono perfettamente nell’opera fotografica. “Cerco di completare l’immagine in se stessa, taglio e restituisco dove ho tolto” racconta l’artista. 
Al piano superiore della galleria lo scenario muta completamente. Dark is the night (2017) è il titolo dell’installazione con un giradischi in funzione che riproduce un suono in loop continuo, quasi dagli effetti ipnotici. La sinfonia sonora suscita perplessità nello spettatore, spaesamento, intrappolandone lo sguardo in un gioco di ombre sulle pareti. E ritorna il gioco delle illusioni ottiche affinché la sicurezza percettiva del visitatore nuovamente vacilli. Questa volta l’inganno è generato da una foresta di alberi collocati sopra il vinile in movimento. Piccoli arbusti solidi e privi di foglie che rimandano l’immaginazione a boschi ancestrali, a tane di leggendarie bestie feroci.
Protagonista dell’ultima sala è, invece, il video che dà il titolo all’esposizione, To Wolf (2017), nel quale un licantropo corre con impeto in una boscaglia fitta. L’uomo-lupo o lupo mannaro, senza dubbio una delle creature mostruose più note e popolari che da sempre ammalia, strega e suscita in noi terrore, ma che è anche simbolo di quella metamorfosi spontanea dell’essere umano in uno stato di ibridazione con i suoi istinti più violenti e primordiali. 
A concludere il percorso espositivo riappaiono i collage che Kensuke Koike, con meticolosità e inventiva, realizza rielaborando materiale fotografico d’epoca, manipolandolo artigianalmente per “aggiustarlo di senso”, di significante e significato. Attraverso gesti minuziosi e quasi invisibili l’artista ha realizzato, seguendo quella sua processualità ormai consolidata, Identified Flying Object-Three Cuboids (2014), una cartolina in bianco e nero, la cui immagine di partenza è stata stravolta da ritagli geometrici, e il reale è così slittato in un nuovo fantastico e destabilizzante scenario. Per la serie “perdete ogni certezza, o voi che guardate”. Ammesso che ne abbiate mai avute.
Paola Natalia Pepa
mostra visitata il 5 aprile 

Dall’11 marzo al 4 maggio 2017
Kensuke Koike, To Wolf
A plus A Gallery
Calle Malipiero, San Marco 3073 Venezia
Orari: da martedì a domenica dalle 11:00 alle 18:00
Info: 0412770466; www.aplusa.it – info@aplusa.it

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