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Boycott the Guggenheim.
Parola dei conservatori

   
 "Una assoluta mancanza di rispetto", secondo il frontman di Fox Business Stuart Varney, offrire il cesso di Cattelan al Presidente
  
 
Boycott the Guggenheim. - Parola dei conservatori
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Il tono è proprio quello del buon signore scandalizzato che dice qualcosa come "Ma si rende conto? Offrire un gabinetto al Presidente al posto di concedergli il Van Gogh! Ma come si permette". Il signore in questione è Stuart Varney, volto conservatore della Fox ed esperto di economia.
Che incalza: "L'offerta del water di Cattelan, installato nei bagni del Guggenheim e già usato da migliaia di persone - andiamo sullo scatologico, n.d.r. - non solo è uno schiaffo a Trump, ma anche al Paese. Se Nancy Spector, come scrive nei suoi post, ama questo Paese adesso dovrebbe dimettersi". 
Insomma ci risiamo: la colpa sarebbe, anche stavolta, di quella "élite" che guarda questa Presidenza dall'alto al basso, e che appunto "manca di rispetto" agli Stati Uniti che democraticamente si sono espressi. 
Una scelta, quella della Spector, che però ha diviso anche il mondo dell'arte: se sul Washington Post il critico Philip Kennicott ha definito la mossa "un'opera d'arte in sé", Georgina Adam del TheArtNewspaper ha scritto che Spector sta "scendendo al livello puerile di Trump". 
Per ora, quel che è certo, è che America, 2016, di Maurizio Cattelan, resta nei cessi. 

Fonte: Artnet 


 


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2 commenti trovati  

03/02/2018
franco, bologna
ah questi snobbish radical chic sempre col naso arricciato quando non sei della loro cricca... ora che si evidenzia che anche i loro dei hanno scheletri negli armadi e che si sono protetti l'un l'altro scandalosamente saranno ancora più acidi, ma si rassegnino, loro non sono l'America, anzi, ne sono un corpo estraneo

31/01/2018
massimo onnis, Nuoro
Io direi di spostare il cesso di Cattelan alla stazione Termini. Il miglior posto per quel "cesso" di Opera.

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