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Fino all’11.III.2018
Le Quattro stagioni. Giacomo Balla
Galleria Cinquantasei, Bologna

   
  Bruna Giordano 
 
Fino all’11.III.2018 - Le Quattro stagioni. Giacomo Balla - Galleria Cinquantasei, Bologna
pubblicato

Di Giacomo Balla pittore, artista, architetto, stilista da sempre ricordato come cardine e firmatario del Manifesto della pittura futurista nel 1910, è possibile ammirare l’intero percorso pittorico legato anche al Divisionismo e alla rappresentazione figurativa, nella mostra "Le quattro stagioni di Balla” in corso fino all’11 marzo presso la Galleria Cinquantasei di Bologna. Tale percorso espositivo è stato realizzato in occasione del sessantesimo anniversario della morte del maestro avvenuta il 1 marzo del 1958.
Le 60 opere presenti, di cui 22 inedite, sono disposte a ritroso, nel ricordo del critico d’arte Maurizio Fagiolo Dell’Arco, che l’aveva allestita in tal modo nel decennale della morte di Balla e coprono le sue 4 stagioni pittoriche: realtà nuda e sana, arte-idealismo, astrattista futurista (+futur-fascismo) e divisionismo. 
È dallo strettissimo rapporto con la natura, come citava lo stesso Balla, che nasce l’arte pura. È proprio dall’osservazione della luce, del verde, nell’amata Villa Borghese, che egli prende ispirazione per lo studio delle sue prime opere, sulla scia del Simbolismo, che sosteneva la presenza di forze vitali all’interno della natura, con le quali l’artista doveva mettersi in relazione interiorizzando il rapporto con essa. Rappresentativa di questo periodo è l’opera "Campagna Romana con sentiero, Paesaggio”, del 1905, in cui i colori vibranti e vivi, non sono più punti, come nel Puntinismo, ma diventano filamenti che si sovrappongono. 

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Le quattro stagioni in rosso-3 Estate, 1940, olio su tavola e rete, cm 111x80,3

Balla, uomo totalmente calato nella contemporaneità, era convinto che gli ideali del Futurismo potessero divenire modello e fondamento della società. Le notevoli scoperte scientifiche e l’imperare della modernità testimoniate dall’industrializzazione e dalla velocità dei processi realizzativi, dall’aviazione, dall’automobilismo, dalla radiotelegrafia, dalla meccanica e dallo sport, fecero in modo che Balla si rapportasse nei confronti della realtà osservata in modo innovativo, esaltandone la dinamicità. Riproduceva gli infiniti movimenti e colori proiettati sulla retina, attraverso una nuova tecnica pittorica, "dinamica”, che ne esaltasse la consequenzialità delle immagini: "Ho ottenuto la vibrazione luminosa del cielo mediante forme circolari azzurre, rosa e lilla,  attraversate da linee rette di colore giallo chiarissimo”. Egli, inoltre, afferma: "Rendere la luce è sempre stato il mio studio preferito ” e paragona il "mondo avvenire futurista ad un immenso diamante prisma iride trilucentissimo, arcipulitissimo, elegantissimo”. Rappresentative di tali concetti sono le opere "Linee di forza”, degli anni venti della sezione "Astrattista futurista” e "Colpo di fucile” della sezione "Arte-idealismo” dove lo svilupparsi delle linee di forza divide lo spazio attraverso sfumature e  luminosità di colore, trascinando lo spettatore dallo spazio fisico ad una dimensione astratta. Presenti in mostra anche opere testimonianti l’approvazione dell’artista al regime fascista per lui garante della realizzazione degli ideali futuristi, come evidente dallo studio "Fascisti a noi per l’Italia” del 1922.
La sezione "Natura nuda e sana” conclude cronologicamente il percorso espositivo con le figure sensuali ed esplosive di colore delle "Quattro Stagioni”, che grazie all’allestimento a ritroso, accolgono lo spettatore all’ingresso della galleria. In questa fase Balla ritorna all’arte "di prima”, arte figurativa, "interpretazione della realtà nuda e sana”, che è "sempre nuova e convincente”. L’artista è testimone di un’immensa esperienza, della consapevolezza nell’utilizzo del colore, della capacità di ritrarre la psicologia dei soggetti dipinti e la loro vitalità attraverso forti cromaticità tra cui quella del rosso. I ritratti della figlia Elica, le "Quattro Stagioni” velate da una rete che esalta il dinamismo della luce, "Rugiada viva” e i suoi autoritratti sono rappresentativi di una pittura lirica ricca di sensibilità e di interazione con il mondo circostante, risultato della sua evoluzione e sperimentazione artistica. 

Bruna Giordano
Mostra visitata il 24 febbraio 2018

Dal 25 novembre 2017 all’11 marzo 2018
Le quattro stagioni. Giacomo Balla.
Galleria Cinquantasei 
via Mascarella 59/B - 40126 Bologna
Contatti: Email: info@galleria56.it Tel: 051 250885
Orari e giorni di apertura: Lunedì-Venerdì 9:30-13:00/ 15:30-19:00




 


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