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Disegna la tua scultura del Partenone. Il British Museum invita a fare come Auguste Rodin

   
   
 
Disegna la tua scultura del Partenone. Il British Museum invita a fare come Auguste Rodin
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C’era una volta un aspirante artista che, in un museo, passava ore e ore a ricopiare le opere dei grandi maestri sulle pagine consunte dei suoi album da disegno. Che scena romantica, desueta e magari anche un po’ naif, da riprendere con la fotocamera ad ultradefinizione dello smartphone. Eppure, il disegno, dopo i colpi subiti dall’arte concettuale, sta tornando in auge e il British Museum vuole fare la sua parte. In occasione della nuova mostra dedicata ad Auguste Rodin, in apertura il 29 aprile, il museo inglese fornirà matite, carta, gomma e anche uno speciale cappello da artista ai suoi visitatori, sperando di incoraggiare un tempo dell’osservazione e della memoria più dilatato, rispetto alla ormai classica occhiata fotografica da social, scattata e condivisa rapidamente. E dire che un altro importante museo, il Victoria & Albert, era stato criticato proprio per il motivo opposto, visto che nel 2016 proibì di disegnare le opere esposte in una temporanea, a causa di restrizioni sui prestiti. 
Il progetto del British è stato ideato da Melany Rose e Rebecca Penrose che, a loro volta, hanno preso l’idea da Rodin che, nel 1881, ebbe modo di vedere le antiche sculture del Partenone, conservate proprio negli spazi del museo londinese e dalle quali trasse degli sketch di grande fascino. E oggi i suoi taccuini sono anche fonti preziosissime, che restituiscono un punto di vista intimo sull’idea di scultura del maestro. 
Così, anche l’allestimento sarà pensato ad hoc, con molto spazio lasciato libero intorno alle opere, con le sculture del Partenone poste più in basso, per consentire ai visitatori di vedere i dettagli più chiaramente, e con le finestre lasciate aperte, per far entrare la luce naturale. Per una mostra ideale da disegnare.
 


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1 commento trovato 

04/04/2018
doattime, cuneo
http://doattime.blogspot.it/
Condivido in pieno la posizione di G.Armani, oramai le sfilate sono piccole occasioni di originalità dove conta più la scenografia che il vestito (anche perché oramai nei vestiti è un continuo riciclare di idee, sempre più copiate da quello che si vede nella strada) la parola moda non ha più significato, come lo stile o l'eleganza, sono vecchi termini del tempo passato

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