Fino al 5.V.2018 - Mathilde Rosier - Impersonal empire, the buds - Kimsooja - To breathe -... 3078 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
21/09/2018
Babele e Stradivari. A Venezia, la Santa sede presenta una giornata di architettura e musica
21/09/2018
Donald Trump dietro le sbarre. Vandalizzata la stella del Presidente sulla walk of Fame
21/09/2018
David Lynch pubblicherà un album con il compositore Angelo Badalamenti
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

Fino al 5.V.2018
Mathilde Rosier - Impersonal empire, the buds
Kimsooja - To breathe - The flags
Galleria Raffella Cortese, Milano

   
  Giulia Ronchi 
 
Fino al 5.V.2018 - Mathilde Rosier - Impersonal empire, the buds - Kimsooja - To breathe - The flags - Galleria Raffella Cortese, Milano
pubblicato

Fino al 5 maggio la galleria Raffaella Cortese ospita le personali delle artiste Mathilde Rosier (Parigi, Francia, 1973) e Kimsooja (Daegu, Korea, 1957), mostre che, partendo dagli spazi espositivi di Via Stradella, si dislocano in luoghi storici o nascosti di Milano, per un progetto espositivo di ambizione museale.
L’artista sudcoreana, nota a livello internazionale per aver partecipato a numerose biennali quali Venezia, San Paolo, Istanbul e Mosca, e per aver esposto nei maggiori musei dal MMCA di Seoul al PS1 di New York, porta nella galleria milanese il video To Breathe – The Flags, in cui duecentoquarantasei bandiere nazionali si sovrappongono in un loop continuo e ipnotico, circoscrivendo una virtuale "zona franca” in cui tutte le separazioni geopolitiche vengono annullate. Alcune di queste bandiere diventano tangibili nell’installazione site specific To Breathe – Zone of Nowhere: appese al soffitto, disposte a coppie in modo tutt’altro che casuale, il tessuto semitrasparente che le compone restituisce ancora una volta una grafica indefinita. Kimsooja, originaria di una nazione così profondamente divisa da conflitti politici, attribuisce al nomadismo una condizione imprescindibile per se stessa e per la società attuale, e afferma: "Mi vedo come una persona completamente indipendente, svincolata da qualsiasi credo, paese o contesto religioso. Voglio essere un individuo libero che è aperto al mondo.”
Il secondo intervento site specific si svolge nella Cappella Portinari di Sant’Eustorgio: in uno spazio così fortemente impregnato di arte, storia e religione occidentale, il progetto To Breathe/Respirare inserisce all’interno dell’architettura elementi essenziali come specchi e pellicole, che catturano la luce in tutti i diversi momenti del giorno, inducendo al raccoglimento e alla rivelazione. Un vero e proprio dialogo, tra i pittori Foppa, Solari e la matrice culturale che proviene dall’estremo Oriente.

null
Mathilde Rosier - Impersonal empire, the buds, vista della mostra

Meno conosciuta, ma parte di quel tessuto compone la Milano nascosta, è la Fondazione Guido Lodovico Luzzatto, in cui viene situato Figures of Climax of the Impersonal Empire, progetto espositivo di Mathilde Rosier. Il critico d’arte militante, da cui la fondazione prende il nome, è stato un divulgatore della cultura figurativa europea nel periodo tra le due guerre. Ebreo, antifascista e di cultura socialista, ha saputo, nonostante i tempi politici avversi, creare un ponte tra Milano, la Germania e Parigi, quest’ultima sede degli artisti fuoriusciti italiani e dell’École de Paris. Le opere della Rosier si inseriscono dunque nella stratificazione di arredi, libri, fotografie, opere d’arte, lettere e documenti che occupano la dimora. La sua produzione varia dalla pittura, al video, all’installazione, per un esito corale di sospensione del tempo e intimità dello spazio, centro della sua poetica. 
Lo stesso straniamento prosegue negli spazi della galleria Raffaella Cortese, in cui la serie pittorica Blind Swim raffigura figure semi antropomorfe dai colori pastello: la cancellazione dei connotati del volto, pratica consueta dell’artista, viene attuata al fine di sottrarre tutti i costrutti sociali dal soggetto, per restituirlo allo stato puro dell’essere, per creare un universo privo di regole e consuetudini in cui le opere stesse possono essere lette nel momento in cui si rinuncia alla volontà di interpretare.
In Dispossessed Come Union Video Ballet, la documentazione della performance svoltasi a porte chiuse, viene usata sabbia da acquario per tracciare sul pavimento il testo scritto dall’artista stessa: due ballerini di valzer, dagli occhi bendati, danzano sulle parole che si distruggono, poi riscritte, e cancellate una volta ancora dai loro passi. Personal Empire/Out of the Alphabet/Alphabet swept by the dance script/Swept/Possessed/Dispossessed/Reset.
 
Giulia Ronchi
mostra visitata il 14 marzo

Dal 14 marzo al 5 maggio 2018
Mathilde Rosier - Impersonal empire, the buds
via a. stradella 7
13 marzo – 6 maggio 2018
Fondazione Guido Lodovico Luzzatto, Via Canova 
Kimsooja - To breathe - The flags
mar 14 - may 5, 2018
via a. stradella 1-4
10 marzo – 15 giugno 2018
Chiostri di Sant’Eustorgio, Piazza Sant’Eustorgio 3

 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di Giulia Ronchi
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram