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Diario d'estate/1. F4/, un'idea di fotografia alla Fondazione Fabbri

   
   
 
Diario d'estate/1. F4/, un'idea di fotografia alla Fondazione Fabbri
pubblicato

È in corso fino al 26 agosto, nella suggestiva cornice di Villa Brandolini d’Adda, l’ottava edizione del Festival di fotografia contemporanea F4/ Un’idea di fotografia, appuntamento estivo della Fondazione Francesco Fabbri. La rassegna, curata da Carlo Sala, non solo offre uno sguardo sulla grande fotografia italiana, ma dà anche spazio alle ricerche più recenti di giovani autori. 
L’antologica Il corpo della terra dedicata a Mario Giacomelli – visibile nel corpo principale della villa – propone scatti appartenenti a due cicli avviati negli anni Cinquanta, tra i più rappresentativi della produzione del fotografo marchigiano. La serie Vita d’ospizio (in seguito rinominata Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi, dall’omonima lirica di Cesare Pavese) vede ritratti con vigore espressionista gli anziani degenti di un gerocomio. Giacomelli si accanisce impietosamente sui soggetti, immortalandoli a colpi di flash, per esasperare nei bianchi e neri contrastati il dramma dell’invecchiamento e della morte. Non sono foto con un portato di denuncia sociale, quanto un grido contro lo scorrere inesorabile del tempo che è il destino ineluttabile dell’uomo e che annichilisce profondamente il fotografo. I Paesaggi dal sapore schiettamente incisorio, si impongono per il forte carattere astraente e l’allontanamento dal dato reale, e ben esprimono il rapporto di Giacomelli con le coeve sperimentazioni dell’informale materico, quelle di Alberto Burri in primis. Le due serie fotografiche – apparentemente agli antipodi – si trovano in chiaro rapporto dialettico.  Se le scene in interno colte estemporaneamente all’ospizio testimoniano della prolungata e assidua frequentazione del ricovero da parte dell’autore e del rapporto intimo creato con i suoi ospiti, in esse nulla vi è di studiato o pianificato: è un coglimento sentimentale. Per contro, nei paesaggi presi dall’aereo o "da collina a collina”, Giacomelli cerca un esito formale ben preciso e meditato. Costruisce la foto come fosse un quadro, con la complicità degli amici contadini che arano nottetempo i terreni, ormai abbandonati dall’agricoltura, approntandoli secondo sue precise istruzioni. A unire queste due serie sono affinità palpabili: le ferite della terra e le rughe dell’epidermide sono entrambe tracce di sofferenza. A chiusura del percorso-omaggio a Giacomelli, un intervento visivo di Fabio Roncato.
Sono di Alberto Sinigaglia – vincitore del Premio Fabbri 2017 per l’Arte Contemporanea – le still-life della serie Microwave City. Insoliti souvenir collezionati dall’artista durante un viaggio negli States, sono inquadrati e isolati come oggetti-feticci che evocano i voyeristici pellegrinaggi di turisti verso Las Vegas negli anni Cinquanta, quando era possibile assistere ai test nucleari alloggiati in normali camere di hotel. 
Nelle serre della dimora storica sono, invece, ospitate le sperimentazioni fotografiche di tre artisti emergenti, Alessandro Calabresi, Irene Fenara e Alessandro Sambini, protagonisti della collettiva Around me. I lavori – realizzati con l’ausilio di scanner, videocamere di sorveglianza e algoritmi informatici –  sono accomunati dalla riflessione metalinguistica intorno alla statuto dell’immagine nella società della biopolitica: tra visione, riproduzione e ideazione.  Nelle installazioni di Silvia Bigi esposte per L’albero del latte – a cura di Francesca Lazzarini – a essere interrogato è il tema del femminile e dell’identità di genere, tra dogmi, tradizioni ancestrali e nuovi stereotipi. 
Per gli appassionati di fotografia e arte contemporanea, una sosta consigliata nella Marca, in attesa della nuova edizione del Premio Fabbri questo autunno. (Giada Centazzo)

In alto: Irene Fenara, Supervision. photo from surveillance camera, 2018
In homepage: Mario Giacomelli, Presa di coscienza sulla natura, 1982 (Courtesy Mufoco, Cinisello Balsamo)

Info:
F4/ UN'IDEA DI FOTOGRAFIA. Ottava edizione
a cura di Carlo Sala
dal 14 luglio al 26 agosto 2018
Villa Brandolini, Pieve di Soligo (TV)
Piazza Libertà, 7
giovedì-sabato 16.00-19.30; 
domenica 10.30-12.30 e 16.00-19.30
www.fondazionefrancescofabbri.it

 


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