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Fino al 9.XII.2018
Paolo Gioli, Anthropolaroid
American Academy, Roma

   
  Alice Bortolazzo 
 
Fino al 9.XII.2018 - Paolo Gioli, Anthropolaroid - American Academy, Roma
pubblicato

L’American Academy in Rome espone, fino al 9 dicembre, una selezione di trenta lavori fotografici su Polaroid di Paolo Gioli inserendoli all’interno della propria offerta culturale dell’anno corrente, incentrata sul tema del corpo e del suo cambiamento nell’arte dal 1894, anno di fondazione dell’Istituzione stessa, ad oggi. Gioli, già presente nella capitale agli esordi delle sue sperimentazioni con la fotografia e con il cinema nei primi anni Settanta e successivamente in diverse esposizioni – tra cui una celebre monografica al Palazzo delle Esposizioni nel 1996 –, torna a Roma come "Richard Grubman and Caroline Mortimer Photographer-in-Residence” per l’anno 2018-19 all’interno dell’Accademia Americana, quasi a chiudere un cerchio esistenziale ed artistico. La mostra "Anthropolaroid" infatti, a cura di Peter Benson Miller, offre per la prima volta un compendio sull’utilizzo della tecnica del "polaroid transfer” da parte dell’artista veneto nel corso della sua carriera, consacrando così una ricerca lunga una vita e, forse, tardivamente riconosciuta. Le opere esposte negli spazi dell’AAR coprono un vasto range temporale che va dal 1978 al 2010, permettendo così non solo all’artista di valorizzare la propria collezione fotografica, ma anche al visitatore di goderne l’evoluzione e i dettagli a distanza ravvicinata. 

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Paolo Gioli - Corpo telato, 1979

Osservando le fotografie di Gioli si rimane subito impressionati dall’abilità tecnica dell’artista, pioneristica per l’epoca, nel "trasferire” le immagini scattate su supporti di carta e seta mescolando la gelatina e i colori dell’emulsione Polaroid. Si può così apprezzare ogni singola sovrapposizione, ritaglio, bruciatura che Gioli, tra i primi al mondo a lavorare con questa tecnica, è riuscito a creare. L’iconografia di queste immagini è fatta di corpi nudi, ora languidi ora inquietanti, scomposti e ricomposti in forme irreali; gli organi sessuali sono spesso in evidenza, ma mentre la femminilità viene osservata più con timore reverenziale - come nelle serie Naturae e Autoanatomie - i nudi maschili sono spesso tormentati e afflitti, come nella serie delle Vessazioni. Sempre, per l’artista, il corpo è il mezzo attraverso il quale interrogarsi sul mondo e anche, perché no, sui presupposti teorici e tecnici della fotografia stessa, per padroneggiarli e superarli. È implicito, anche per il visitatore, l’invito a riflettere su queste immagini, dove è evidente che il corpo umano non è stato solo oggetto di interpretazione concettuale ma anche di studio anatomico, com’è possibile ammirare nelle svariate forme umane della serie dei Luminescenti dedicate alle sculture dei Musei Capitolini di Roma. Un’altra parte corposa della produzione artistica di Paolo Gioli riguarda inoltre l’attività di film-maker; a corollario della mostra, infatti, si è svolta il 23 ottobre una serata dedicata alla proiezione di alcune delle pellicole sperimentali realizzate dall’artista tra il 1969 e il 2013. L’evento, in collaborazione con Videocittà - la rassegna di video arte che ha coinvolto la capitale durante la settimana dal 19 al 28 ottobre - e in concomitanza con la Festa del Cinema di Roma, è stato introdotto da Patrick Rumble, già curatore della raccolta di DVD Paolo Gioli: The Complete Filmworks. L’incontro ha permesso al pubblico di completare la propria visione d’insieme sulla ricerca artistica di Gioli, dove spesso i media della fotografia e del video si sono fusi in un unico prodotto, esplorando le possibilità offerte dalla camera oscura e dal foro stenopeico. Alcuni dei film proiettati, come Tracce di Tracce (1969) e Piccolo Film Decomposto (1986), hanno dato testimonianza non solo dell’uso ostinato e affascinante della celluloide da parte dell’artista, ma anche di come egli abbia saputo conferire movimento e vita propria all’iconografia umana dei propri lavori, sempre mantenendo intatta quell’urgenza di scandagliarne ogni meccanica fisica e percettiva. "Anthropolaroid" resta visitabile negli spazi dell’American Academy in Rome fino a domenica 9 dicembre.

Alice Bortolazzo
Mostra visitata il 26 ottobre

Dall’11 ottobre al 9 dicembre 2018
Paolo Gioli, Anthropolaroid
American Academy in Rome 
Via Angelo Masina, 5 Roma
Info: www.aarome.org

 


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