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Fino al 22.XII.2018
Cristiano Carotti, Stessa spiaggia, stesso mare
White Noise Gallery, Roma

   
  Valeria Parisi 
 
Fino al 22.XII.2018 - Cristiano Carotti, Stessa spiaggia, stesso mare - White Noise Gallery, Roma
pubblicato

La personale del ternano romanizzato Cristiano Carotti è una narrazione site specific costruita appositamente per la galleria White Noise di Roma, a cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti.
Ripercorrendo il mito di Scilla e Cariddi, i mostri marini che secondo la leggenda abitano lo stretto di Messina, si vuole in qualche modo raccontare l’evoluzione di un simbolo, quello del mostro marino. Emblema omerico delle paure da affrontare, dei limiti da superare, dell’ignoto da sfidare, ma anche dei confini da non oltrepassare assume oggi connotati nuovi e ben definiti. Il mostro marino ha subito infatti una mutazione trasformandosi da-personaggio-a-persona che viene dal mare. Chi sono oggi i mostri marini? Nell’immaginario medio collettivo sono i migranti. Così Carotti si fa carico della tematica sociale ormai dilagante e ironizza amaramente armando un pedalò come una nave da guerra. Stessa spiaggia, stesso mare riporta all’orecchio un tormentone familiare memore di vacanze consolidate e ripetitive ma è anche un monito: su quella stessa spiaggia, quello stesso mare conduce disperati alla deriva in cerca di terra. Parte dell’opinione pubblica è accompagnata dalla politica a lanciarsi in affermazioni che spostano il centro della questione. Chiuso nelle proprie convinzioni il pubblico non si accorge che è diventato esso stesso un nuovo tipo di mostro: è diventato disumano. Le persone che sbarcano in cerca di asilo sono visti come mostri, ladri di serenità nella culla del Mediterraneo. Si perde di vista quello che sono davvero, persone. 

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Seagull SS17, 165x390x220cm, metallo, plastica, smalto, 2018, Cristiano Carotti, White Noise Gallery, Roma 17 novembre – 22 dicembre 2018.

Scilla viene presentata nel primo ambiente della galleria con un grande dipinto ad olio in cui le pennellate materiche e gestuali ricostruiscono la storia dei migratori per eccellenza, gli uccelli. Qui giunti in mare si imbattono in Scilla e le soccombono. La ninfa viene evocata anche dall’installazione di diciotto sculture ceramiche, modellate dall’artista e cotte in collaborazione con i ceramisti di Deruta, che raffigurano teste di lupo alcune dal corpo pesciforme. Il branco delle teste digrignanti, ululanti, feroci e ringhianti colpisce per la varietà formale e cromatica.
Al piano inferiore della galleria troviamo Scilla nella spelonca raffigurata nella sua iconografia tradizionale, testa e corpo di donna terminante in una coda di pesce. La forma della scultura ricorda un’anfora romana, mentre il capo una ceramica di Caltagirone. 
Infine viene mostrato in un ambiente separato il natante armato, baluardo di coloro che difenderebbero le loro vacanze spensierate a colpi di arma da fuoco. 
Cristiano Carotti sperimenta diversi linguaggi artistici, la pittura, la scultura, l’installazione ricorrendo a varie tecniche artistiche. Il tema affrontato, anche grazie alle scelte curatoriali, non scade mai nella polemica, non è una ridondante presa di posizione. È una mostra che fa riflettere sulla nostra comune deriva. 

Valeria Parisi
Mostra visitata il 4 dicembre 2018

Dal 17 novembre al 22 dicembre 2018
Cristiano Carotti -  Stessa spiaggia, stesso mare 
White Noise Gallery
via della Seggiola, 9 – 00186 Roma
Orari: martedì - venerdì ore 12.00-20.00; sabato ore 16.00-20.00
Info: info@whitenoisegallery.it|+39 06 6832833|www.whitenoisegallery.it

 


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