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MAXXI Know-How. Cosa possiamo imparare dai progetti di formazione del museo romano

   
   
 
MAXXI Know-How. Cosa possiamo imparare dai progetti di formazione del museo romano
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I processi culturali, in continua evoluzione, sono caratterizzati da una fluidità sempre crescente: questo comporta per i professionisti del settore, o per chi ambisce a diventarlo, uno sforzo ulteriore in quanto a conoscenze e soluzioni, soprattutto perché queste ultime devono risultare continuamente innovative. Andando un po’ controcorrente rispetto a quanto fatto in Italia negli ultimi anni, non solo in ambito culturale, il MAXXI ha deciso di puntare sulle competenze attraverso l’organizzazione di corsi di alta formazione, con lo scopo di creare una rete di giovani professionisti che crescano e si confrontino tra di loro avendo come riferimento il museo stesso. 
«Il MAXXI - come spiega Giovanna Melandri, presidente della Fondazione - è il museo nazionale della arti del XXI secolo, è un laboratorio e insieme un ente di ricerca ed è per questo che ormai da tre anni ci siamo appassionati e siamo impegnati nella definizione di un’offerta di percorsi di alta formazione che riconosce nella cultura e nelle professioni, nei mestieri e nel lavoro di questo settore - museale e culturale in senso più ampio - una chiara risposta di sviluppo e di innovazione sociale». Un’attività che si sta sviluppando in diverse direzioni e con diversi target, professionisti che già lavorano e studenti alle prime esperienze: progetti di alta formazione, percorsi di alternanza scuola-lavoro, accordi quadro con diverse università ed enti di ricerca, attivazione di tirocini curriculari, conferenze, seminari e workshop. In particolare, il progetto di alta formazione MAXXI Know-How ha riscontrato un notevole interesse, con oltre 250 candidati che hanno risposto alle open call. Tra questi circa 130 hanno partecipato ai diversi corsi in cui si strutturava il programma: tutti incentrati su temi chiave della produzione culturale contemporanea come il digitale, l’editoria, l’educazione museale e il public engagement, la fotografia e ovviamente i processi progettuali che conducono alla realizzazione di una mostra. Il programma è già avviato anche per il 2019. Secondo la responsabile delle attività formative Elena Pelosi, «In questi due anni, grazie ai corsi, si è creata una rete di giovani professionisti che ruota intorno al MAXXI e che rende attivo e vivo il confronto e il dibattito sulle professioni della cultura. Parliamo di oltre 500 giovani professionisti e ne siamo veramente molto contenti». 
Appare chiaro che per i musei si impone un’attenta riflessione sull’evoluzione del loro ruolo e sull’essere sempre in grado di affrontare le sfide e di raccogliere le opportunità del futuro. Il MAXXI, che per vocazione è necessariamente proiettato all’ascolto e all’elaborazione delle nuove istanze nel campo della produzione artistica, sta cercando di attivare un circolo virtuoso condividendo l’expertise dei suoi professionisti e ottenendo di ritorno il beneficio della crescita del suo personale derivante dal confronto sulle idee e sulle pratiche. «Valorizzare le professioni museali e culturali, qualifica e riconosce il valore e il ruolo attivo della cultura nella società. Il MAXXI è per questo impegnato nell'offerta di percorsi formativi che promuovono l'eccellenza del nostro Paese» sottolinea Margherita Guccione - Direttore Dipartimento MAXXI Architettura e MAXXI Ricerca. 
Piaccia o non piaccia, se ne potrebbe discutere per mesi, le possibilità nel mercato del lavoro nel settore dei beni culturali sono ormai maggiori nel campo dell’ autoimprenditorialità, con un quadro di soggetti sempre più frammentato (associazioni, reti di professionisti, società) che sviluppano i loro progetti: da questo punto di vista è fondamentale, per chi ha voglia di mettersi in gioco, porsi nella posizione migliore per intercettare ogni innovazione nell’ambito della produzione culturale. Con la formazione e attraverso il confronto con gli altri: non si finisce mai di imparare. (Luca Liberatoscioli

In home e in alto: foto Francesco Radino, courtesy Fondazione MAXXI
 


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