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Addio diritto di seguito. Le nuove linee guida della Siae per il primo mercato dell’arte

   
   
 
Addio diritto di seguito. Le nuove linee guida della Siae per il primo mercato dell’arte
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Dopo sei anni di negoziazione è deciso: le gallerie d’arte non pagheranno più il diritto di seguito dell’artista (ARR) per le vendite sul mercato primario. 
Nel 2006, in occasione dell’introduzione della direttiva 2001/84/CE, l’Italia aveva optato per la riscossione obbligatoria delle royalties, scelta che, col tempo, si è rivelata un ostacolo per la competitività delle gallerie nazionali, sul piano del mercato globale. A ribadirlo è stata Silvia Stabile, avvocato d’arte e membro del gruppo Focus Art and Cultural Property presso lo studio legale Bonelli Erede, che si è occupata di portare avanti la negoziazione fra la SIAE-Società Italiana Autori e Editori – che si occupa della raccolta delle royalties – e l’Associazione italiana delle gallerie d’arte moderna e contemporanea, rimarcando la necessità di distinguere il mercato primario da quello secondario, su cui i lavori sono rivenduti. 
A seguito di un accordo stragiudiziale, dunque, lo scorso primo febbraio la SIAE ha pubblicato nuove linee guida, secondo le quali l’applicazione del diritto di seguito sarebbe previsto «solo nei casi in cui la transazione, successiva al primo trasferimento effettuato direttamente dall'autore dell'opera, avvenga attraverso un professionista del mercato dell'arte (per oltre € 3.000)». Attraverso le parole del suo direttore generale, Gaetano Baldini, la SIAE si è mostrata soddisfatta del risultato raggiunto. Lo stesso entusiasmo è condiviso anche dalla Stabile, che ha affermato: «Questa è una pietra miliare per le gallerie del mercato dell'arte primaria, in quanto le linee guida stabiliscono che l'ARR costituisca parte integrante del diritto d'autore. Questo fornisce agli autori uno standard di protezione e assicura che continueranno a condividere il successo economico delle loro opere d'arte originali nel corso delle vendite successive». 
In seguito a queste nuove direttive, inoltre, al fine di poter dimostrare che si sta operando sul mercato primario, le gallerie saranno obbligate a stipulare con gli artisti contratti cartacei, una pratica ancora non comune a livello globale. 
Fra le gallerie che sono state protagoniste della lunga negoziazione troviamo quella diretta da Massimo de Carlo – che si dice felice dei risultati raggiunti, anche se ritiene che molti aspetti debbano essere meglio messi a punto – e Galleria Continua, il cui responsabile dell’ufficio finanziario, Fabrizio Orsi, ha raccontato che il passaggio dalla forma del contratto verbale a quella cartacea inizialmente aveva disorientato gli artisti, che pensavano si trattasse di mancanza di fiducia nei loro confronti. Subito dopo aver letto i contratti, però, appariva loro chiaro che non si trattava altro che di una migliore forma di tutela per entrambe le parti. (Lucrezia Cirri)
 


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