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Fino al 25.V.2019
Velasco Vitali Veduta
M77 Gallery, Milano

   
  Gaia Tonani + Jacqueline Ceresoli 
 
Fino al 25.V.2019 - Velasco Vitali Veduta  - M77 Gallery, Milano
pubblicato

Al piano terra della M77 Gallery, nell'area delle ex Officine del Volo, impressiona una imponente tela di oltre 10 metri e alta più di 2, raffigurante le Prealpi lombarde, in particolare la Grigna e il Resegone: una panoramica ispirata al disegno di Leonardo da Vinci realizzato quando, chiamato dagli Sforza per gli studi sul tiburio del Duomo, salì sul tetto e tra le guglie s'incantò osservando la bellezza del panorama mozzafiato. La veduta come esercizio della facoltà visiva e del pensiero del paesaggio montano dipinta da Velasco Vitali (Bellano, 1960), inavvicinabile per una vasca d'acqua ai piedi della tela, permette all'opera di riflettervisi, così come le Prealpi lombarde si specchiano nel lago di Como, e appare allo spettatore come una trasfigurazione concettuale-intimista, un presupposto per riflettere sul potenziale della pittura. Visioni di città fantasma, paesaggi, foreste, orizzonti in cui la materia cromatica si fa colore, sensazione, pittura,  con questa mostra personale, intitolata non a caso "Veduta", a cura di Danilo Eccher, Vitali, che tutti i giorni da trent'anni percorre la strada che dal suo studio milanese porta verso il Lago di Como, dove abita, dipinge una possibilità di spaziare con lo sguardo dentro a una immersione concettuale e visiva  nel paesaggio per rendere omaggio a Milano e indagare le proprie radici che si inscrivono in una grammatica visiva in bilico tra naturalismo e astrazione. Velasco è figlio d'arte del maestro Giancarlo Vitali, in questa veduta, configura un’ampiezza di orizzonte oltre i limiti della visione, attraverso colori vivaci, tonalità intense e pennellate materiche. 

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Velasco Vitali | Veduta ( M77 Gallery – Milano)

Per l'artista paesaggio e pittura sono complementari, disvelano vedute dai significati reconditi, quale stimolo visivo per riflessioni profonde, luoghi mentali di meditazione sull'essere e il tempo in cui i dettagli, le grandi campiture di colore, squarci di luci e ombre si iscrivono dentro una dimensione filosofica, enigmatica e per questo affascinante. I suoi blu notturni, lampi di macchie gialle che lacerano il dipinto, grumi di colori cupi rischiarati da profili di bianco, in cui la luce sembra espandersi nel paesaggio di cime ancore ammantate dalle nebbie, presentano narrazioni diverse, descrivono revisioni di un paesaggio prima osservato e poi negato, in cui memoria, emozione e visione s'intrecciano. Al piano superiore della galleria, Vitali si trovano 12 vedute in bianco e nero, in versione  diurna e notturna del Duomo di Milano, architettura simbolica e icona di spiritualità quale omaggio a Claude Monet (1840-1926), alle sue celebri Cattedrali di Rouen (1892-1894), Francia. Anche queste opere pseudo naturaliste, in realtà travalicano il senso del vedere in sé, appaiono sospese in uno spazio etereo come "architetture" emozionali, in bilico tra sogno e realtà, conoscenza e memoria. Le sue sequenze visive ci interrogano sull'essenza della pittura, e sull’ambiguità della  percezione in cui luce e buio, giorno e notte, sottrazione e apparenza, tempo e spazio esprimono una metafora della caducità dell'esistenza umana. Come lo skyline delle Prealpi lombarde, il Duomo nella sua imponente architettura è una grande "montagna", urbana, un presupposto figurativo e concettuale in cui la Pittura si rigenera negli sguardi di chi sa cogliere luoghi dell'anima, dove la veduta che sia di un paesaggio o di una architettura coincide con il pensare la sua potenzialità narrativa, contemplativa, emotiva e poetica.  

Jacqueline Ceresoli 
Mostra  visita  il 26 marzo


Dal 5 marzo al 25 maggio 2019, M77 Gallery espone la personale dell’artista, proveniente da Bellano, Velasco Vitali, curata da Danilo Eccher, dal titolo "Veduta”.
Gli ambienti della galleria sono contaminati con un progetto unico site-specific che si irradia su entrambi i piani, un regalo che l’artista a voluto fare alla città di Milano.
Lo spazio a piano terra presenta una tela di grandi dimensioni che si sviluppa su un’intera parete, oltre 10 metri, e ritrae un paesaggio immenso di montagna, in particolare delle Prealpi lombarde. L’idea dell’artista ha inizio con un disegno che Leonardo da Vinci realizza dal Duomo di Milano, decise di continuare a sviluppare questo disegno che per lui è totalmente familiare, sono luoghi che conosce bene a cui è molto affezionato.
La tela si riempie di montagne e colori, il formato risulta essere più grande, e ogni singola cima o rappresentazione naturale gli ricorda la sua infanzia e i momenti belli passati quando era piccolo.
Altro elemento importante che viene inserito è il tema dell’acqua, tra lo spettatore e la tela il curatore decide di posizionare un bacino d’acqua artificiale che impedisce di avvicinarsi troppo all’opera e di goderne la massima rappresentazione ad una certa distanza.

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Velasco Vitali Veduta M77 Gallery, Milano

La tela stessa si riflette nell’acqua come a creare una seconda opera e una profondità di contatto esistenziale, contaminata di innumerevoli riflessioni.
Al livello superiore della galleria l’artista decide di richiamare in causa un altro grande pittore ed in questo caso è l’artista francese Claude Monet, con la sua tecnica e la sua ricerca della luce a seconda degli svariati momenti durante la giornata.
Velasco realizza diverse tele dove al centro posiziona come soggetto il Duomo della città di Milano, ritraendolo durante diverse fasi della giornata, quando la luce cambia completamente la rappresentazione che noi concepiamo e cioè durante l’alba, a mezzogiorno, durante il pomeriggio ed infine la notte.
La percezione che abbiamo di quello che si trova davanti a noi si modifica drasticamente a seconda della rappresentazione oggettiva, ma anche della luce stessa che ci permette di coglierne differenti aspetti. Ogni momento risulta essere differente dal precedente. Per esaltare ulteriormente la percezione, l’artista decide di eliminare completamente i colori ed utilizzare solo il bianco e nero.
La pittura risulta essere una lingua, dove le cancellature stesse fanno parte dell’opera e dell’anima stessa di chi le sta realizzando, contaminata da cromatismi e linee che si divampano sulla tela in cui è la percezione dell’insieme che alla fine lascia a bocca aperta.

Gaia Tonani
Mostra visitata 13 marzo 2019

Dal 5 marzo al 25 maggio 2019
Velasco Vitali – Veduta
M77 Gallery
Via Mecenate 77, Milano
 


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