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Giulio Piscitelli per i 25 anni di Emergency, a Milano

   
   
 
Giulio Piscitelli per i 25 anni di Emergency, a Milano
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25 anni, 18 Paesi e 10 milioni di persone curate gratuitamente in zone di guerra: è EMERGENCY, fondata nel 2005 da Gino Strada. Oggi, 15 maggio, l’ONG celebra questo importante anniversario della sua fondazione con la mostra fotografica di Giulio Piscitelli (1981, Napoli) "Zakhem. Ferite. Wounds. La guerra a casa. When war comes home” che inaugura questa sera a Milano, nella sede dell’associazione, CASA EMERGENCY. Il titolo della mostra è drammaticamente evocativo, "zakhem”, infatti, in lingua dari significa ferita, e gli scatti in mostra, sono frutto di un viaggio di Giulio Piscitelli che nel 2018 ha visitato i Centri chirurgici per vittime di guerra di EMERGENCY a Kabul e Lashkar-gah, in Afghanistan. In questo Paese l’ONG ha iniziato a lavorare nel 1999, e lì «Da allora - ha spiegato il comunicato stampa, ha curato quasi 6 milioni di persone nei due centri chirurgici, nel Centro di maternità di Anabah e nei diversi FAP (Posti di primo soccorso e Centri sanitari) situati in zone rurali e scarsamente collegate con gli ospedali principali». 
«Abbiamo scelto di festeggiare questi 25 anni mostrando a tutti, attraverso le foto di Giulio, quello che fa EMERGENCY fin dalla sua nascita. Curando le vittime, anno dopo anno, abbiamo capito una cosa semplice. Che qualunque siano le armi, qualunque siano i motivi, la guerra ha sempre la stessa faccia: morti, feriti, gente che soffre. È trovandoci di fronte ogni giorno la sofferenza di centinaia di esseri umani, che abbiamo iniziato a maturare l’idea di una comunità in cui i rapporti siano fondati sulla solidarietà e il rispetto. Una società che faccia a meno della guerra, per sempre» ha dichiarato Gino Strada, Fondatore di EMERGENCY.
In occasione dell’opening, alle 19.00, il pubblico potrà prendere parte a una conversazione con Giulio Piscitelli, Gino Strada, Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY e Giulia Tornari, curatrice. A moderare sarà Fabrizio Foschini, Analista dell’Afghanistan Analysts Network.
Abbiamo posto alcune domande a Gino Strada su EMERGENCY e a Giulio Piscitelli sulla mostra.
Come è nata EMERGENCY e come è cambiata in venticinque anni? 
Gino Strada: «EMERGENCY è nata dall’urgenza di fare qualcosa per le vittime della guerra. Io e altri amici avevamo lavorato in zone di guerra, avevamo conosciuto realtà dove c’erano feriti che non avevano nessuna possibilità di essere curati. Passo dopo passo, l’attività di EMERGENCY si è allargata, arrivando a occuparsi non più soltanto di vittime di guerra in senso stretto – i feriti –, ma anche delle vittime indirette della guerra e delle vittime delle mine antiuomo, della povertà. In questi 25 anni abbiamo lavorato in 18 paesi, curando gratuitamente 10 milioni di persone. Non potevamo certo immaginarlo all’inizio, ma è successo, ed è una cosa bellissima». 
Accanto all’attività nei Paesi in guerra operate attivamente per la diffusione della Cultura di Pace. In che modo lo fate? Avete realizzato collaborazioni con diversi fotografi, designer, avete una compagnia teatrale, che cosa può fare l’arte in favore della Pace?
GS: «Promuovere una cultura di pace fa della missione di EMERGENCY da sempre parte: raccontiamo quello che facciamo per far conoscere la brutalità della guerra e aiutare a maturare l’idea che dev’essere ripudiata, proprio come è scritto nella nostra Costituzione. E l’arte può fare moltissimo in questo senso: le immagini di Giulio Piscitelli mostrano il vero volto della guerra, quello delle vittime. In generale, la bellezza è un tema importante per EMERGENCY. Vogliamo che i nostri ospedali siano "scandalosamente belli": perché la bellezza diventa segno di rispetto verso persone profondamente segnate dalla guerra o dalla malattia e un luogo bello offre le condizioni essenziali per recuperare dignità nella sofferenza. Ne è un esempio importante il Centro di eccellenza in chirurgia pediatrica che stiamo costruendo su progetto di Renzo Piano a Entebbe, in Uganda». 
Come è nato il progetto "Zakhem. La guerra a casa” e come ti sei mosso, a livello logistico, per realizzarlo?
Giulio Piscitelli: «Ero stato in Afghanistan nel 2013 per un lavoro al seguito del contingente militare italiano: un’esperienza interessante, ma totalmente slegata dalla realtà di sofferenza della vita quotidiana. Nel 2018 ho avuto la possibilità di lavorare con EMERGENCY, documentando l’operato dell’organizzazione nel Paese, per ritrovare una visione più chiara delle reali condizioni di sicurezza delle persone. Dopo un primo reportage nel Centro chirurgico per vittime di guerra a Kabul, ho ripetuto la stessa modalità di racconto fotografico anche all’ospedale di Lashkar-gah, nell’Helmand».
Quale approccio hai avuto con le vittime e come hai deciso quale taglio dare a questo tuo lavoro? Come hanno reagito le persone che hai fotografato in questo tuo lavoro?
GP: «A Kabul, mi chiedevo quale fosse il modo più efficace per rendere visibile la relazione tra la vittima e la guerra che caratterizza la vita quotidiana. Visitando i reparti dell’ospedale, ho notato che le cartelle cliniche di alcuni pazienti erano accompagnate dai corpi estranei che li avevano feriti: era questo legame che volevo mostrare. Ho ritratto le vittime sopravvissute nei loro letti e i loro inanimati carnefici in un lavoro fotografico composto da dittici, nel quale i ritratti dei pazienti si alternano a immagini still life degli oggetti estratti dai loro corpi dopo le operazioni chirurgiche: pezzi di bombe, armi da fuoco, frammenti di congegni improvvisati. Non è stato sempre semplice, ma i soggetti delle mie fotografie si sono sempre mostrati accoglienti e disponibili a condividere le loro storie e le loro sofferenze». 
In che modo possono contribuire l’arte, e la fotografia in particolare, a favore della Pace?
GP: «Risponderò facendo riferimento proprio a questo progetto. Il risultato dei miei due viaggi in Afghanistan al fianco di EMERGENCY è un portfolio di immagini che tenta di celebrare la forza delle vittime. Non solo: è un atto di accusa contro una guerra troppo lunga, troppo normalizzata. Proprio come un oggetto estraneo conficcato nel corpo bellissimo di un Paese senza Pace». (Silvia Conta)

Giulio Piscitelli
"Zakhem. La guerra a casa. When war comes home”
Dal 16 maggio al 9 giugno 2019
EMERGENCY ONG ONLUS
Via Santa Croce 19, Milano
Opening: 15 maggio 2019, alle 19.00
Orari: dal lunedì al giovedì dalle 12.00 alle 19.00, venerdì dalle 12.00 alle 20.00,  sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00
www.emergency.it, www.eventi.emergency.it
 




 


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