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L’Arca degli Esposti. A Palermo, un nuovo spazio per custodire l’arte e la conoscenza

   
   
 
L’Arca degli Esposti. A Palermo, un nuovo spazio per custodire l’arte e la conoscenza
pubblicato

Uno scrigno per valorizzare un tipo molto particolare di "materiali” preziosi. A splendere, a Palermo, negli spazi dell’Arca degli Esposti, nuova associazione fondata da Eliana Urbano Raimondi, Ivan Cenzi e Mariarita Raimondi, sarà la luce dell’arte e della conoscenza. Anche quelle meno diffuse, identificate come marginale e, forse proprio per questo, estremamente variegate e vitali. 
Partendo dall’eredità storica, come i neonati abbandonati sulle ruote degli ospedali e dei conventi, qui gli espositi sono gli artisti, promossi dall'associazione in virtù della loro indipendenza stilistica e del coraggio della loro ricerca. Esposti secondo diverse sfumature di significato, cioè individuati per partecipare a specifici progetti espositivi ma anche per l’audacia di manifestare la propria posizione alternativa rispetto alle mode. 
Con tale intento quasi adottivo, L’Arca degli Esposti dichiara la propria vocazione alla custodia elitaria dei mirabilia, la stessa cura che ha dato linfa alle wunderkammer, nel logo dell’associazione simboleggiate dal nautilus, creatura marina la cui conchiglia è basata sull’infinita ruota/spirale di crescita aurea, itinerante per le acque come un vascello verso nuovi mondi. 
Prima tappa, il 25 maggio, alle 18.30, per la presentazione di "Ritenere”, collettiva a cura di Eliana Urbano Raimondi, sostenuta dalla galleria Davide Paludetto-Arte Contemporanea, con le opere di Philippe Berson, Desideria Burgio, Gaetano Costa, Gandolfo Gabriele David, Chiara Gullo, Raffaele Milazzo, Moio&Sivelli, Germain Ortolani. Corredata da un catalogo e dedicata alla duplice interpretazione dell’azione che dà il titolo, la mostra si articola secondo un percorso plurisensoriale e rituale, atto a stimolare suggestioni mnemoniche attraverso la sollecitazione dei cinque sensi, grazie anche a un ampio numero di opere inedite appositamente realizzate per il progetto. «Ritenere è l'antico termine per "ricordare" ma anche sostenere, giudicare secondo la propria interpretazione, avere un'opinione», ha scritto la curatrice.
 


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