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La Gioconda mente. Uno studio neurologico apre nuove ipotesi sul significato del sorriso

   
   
 
La Gioconda mente. Uno studio neurologico apre nuove ipotesi sul significato del sorriso
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Credevate che l’infinita querelle sul Salvator Mundi potesse offuscare la fama della Gioconda? Niente affatto, visto che, nonostante le cifre astronomiche e gli intrighi internazionali intorno all’opera di proprietà del principe Mohammed bin Salman, è ancora quel magico sorriso a continuare a destare la curiosità di appassionati, storici dell’arte e ricercatori. L’ultimo studio sull’opera di Leonardo conservata al Louvre è stato pubblicato ad aprile 2019, sulla rivista scientifica Cortex, ed è firmato da Luca Marsili, istruttore di neurologia e medicina riabilitativa presso l'UC College of Medicine di Cincinnati, Lucia Ricciardi, della St. George's University di Londra, e Matteo Bologna, della Sapienza di Roma.
Gli studiosi hanno chiesto a un gruppo di 42 persone di attribuire una specifica emozione sia al lato sinistro che quello destro del volto della Monna Lisa. Il 92,8% degli esaminatori, cioè 39 persone, hanno indicato che la metà sinistra del sorriso mostrava felicità, mentre nessuno ha riconosciuto la stessa emozione nella parte destra. Nel valutare il sorriso della parte destra, 35 hanno definito l’espressione come neutrale, cinque hanno individuato una nota di disgusto e due un velo di tristezza.
Partendo da questo test, gli autori dello studio hanno potuto trarre la conclusione che, in quella parte del viso della Gioconda, non viene attivato alcun muscolo facciale. Un sorriso genuino, invece, farebbe contrarre tutti i muscoli intorno agli occhi ed è conosciuto come "il sorriso di Duchenne”, dal nome del neurologo francese del XIX secolo, Guillaume-Benjamin-Amand Duchenne, che riprese le ricerche di Galvani e fece avanzare in modo sostanziale la scienza della elettrofisiologia muscolare. Un sorriso asimmetrico, invece, riflette un’emozione non genuina e, secondo alcuni studi neurologici, si verifica quando il soggetto mente.
«Considerando che è improbabile che una persona, immobile per ore in posa, sia in grado di sorridere costantemente con sincera felicità, la spiegazione più semplice è che il sorriso asimmetrico di Mona Lisa sia la manifestazione di un godimento non sincero, nonostante tutti gli sforzi che i giullari di Leonardo erano soliti fare per mantenere allegri i suoi modelli», scrivono i ricercatori. Ma, secondo gli studiosi, c’è anche un'intrigante alternativa. Magari, Leonardo già era a conoscenza del vero significato di un sorriso asimmetrico più di tre secoli prima di Duchenne e, in quel famoso ritratto, forse, voleva descrivere consapevolmente un sorriso che esprimesse un'emozione non reale. A questo punto, gli autori ipotizzano che il sorriso della Gioconda potrebbe nascondere messaggi criptici, per esempio, che si trattava di un autoritratto o che il ritratto si riferiva a un uomo o una donna morta.
«Mentre il sorriso della Monna Lisa continua ad attirare l'attenzione dei suoi osservatori, il vero messaggio rimane inafferrabile e molti misteri rimangono da chiarire. Forse ci riusciremo attraverso la conoscenza neuropsicologica», concludono i ricercatori.
Nel frattempo, possiamo comunque apprezzare anche le altre emozioni potenzialmente espresse dalla Monna Lisa, grazie al video pubblicato dai ricercatori del Centro IA Samsung e dell'Istituto di Scienza e Tecnologia di Skolkovo a Mosca, che hanno lavorato sull'addestramento delle reti neurali per trasformare i ritratti in video realistici. Ovviamente, "cavia” per eccellenza è stata la Gioconda che, colta in questi inusuali atteggiamenti colloquiali, sembra l’ospite di una storica puntata del David Letterman Show. Che Leonardo ci perdoni.

 


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