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 La mano nera che uccise Caravaggio
di Ugo Perugini
 Ugo Perugini 
 
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pubblicato

La trama di un thriller non si racconta. Ma nel caso del romanzo di Silvia Brena e Lucio Salvini, L’ultimo respiro del corvo, la chiave del mistero che riguarda la fine del grande Caravaggio è proprio sulla copertina del libro. Qui, infatti, è riprodotto un particolare dell’ultima opera del Merisi Il martirio di Sant’Orsola, che sta alla base dell’intreccio immaginato dagli Autori. 
Un mistero che parte dal 1610, quando il dipinto venne realizzato dal Merisi per la famiglia Doria, ma che in realtà è stato portato alla luce solo qualche decina di anni fa. Questa opera venne esposta nel 1950 alla Mostra su Caravaggio a Milano, curata dal famoso critico d’arte Roberto Longhi che non la attribuì a lui bensì alla sua scuola. In seguito, però, la marchesa Doria D’Avezzano, proprietaria dell’opera, per ragioni finanziarie fu costretta a venderla alla Banca Commerciale di Napoli, che provvide al restauro. Grazie a questo intervento è stato possibile attribuire con sicurezza l’opera al grande pittore, e in più è emerso un particolare davvero inquietante. Appena sotto le mani di Orsola che si trattiene la ferita della freccia scagliatale da Attila nel petto, appare una mano nera che non si sa a chi appartenga.
Silvia Brena, scrittrice, giornalista, docente alla Cattolica, e Lucio Salvini, scrittore, autore televisivo, oltre che ex manager della Ricordi e della Fonit Cetra, hanno costruito su questo indizio, con un lavoro che è costato quattro anni di ricerche, un thriller all’americana.
E chi più del Caravaggio poteva prestarsi a un’operazione del genere? Caravaggio è uno tra i più noti e amati pittori al mondo. Si è scritto tanto su di lui, anche se della sua vita non si conosce molto e i critici spesso non concordano nemmeno sulle vicende che l’hanno visto protagonista. È certamente un personaggio border line, con un carattere violento e rissoso, arrogante e presuntuoso, frequentatore di locali malfamati e postriboli e quell’alone di artista maledetto gli resta appiccicato addosso. 
Un Caravaggio che muore per malaria, dopo una vita dissoluta a soli 39 anni, cercando di tornare a Roma sperando di ottenere dal Papa la grazia, può apparire un finale un po’ troppo banale per un personaggio del genere. L’idea che dietro la sua morte si celi un complotto che riguarda il suo più grande nemico Scipione Borghese (il corvo del titolo) e un tradimento, quello di Mario Minniti, suo modello e al quale il pittore era legato da rapporti omosessuali, rende la storia ben più intrigante.
E gli autori del romanzo scelgono questa ipotesi e calano la storia del passato in un presente altrettanto fosco, con un protagonista, Dante Hoffmann, critico d’arte, bisessuale anche lui, ebreo, alle prese con un cardinale, tale Bargero, discendente della famiglia Borghese, che aspira a incarichi prestigiosi in Vaticano e teme che il passato possa in qualche modo inficiare la sua carriera, vista la nuova linea del papato.
Senza dimenticare il sottobosco dei trafficanti d’arte, dei falsari, pronti a tutto, pur di ottenere quello che vogliono. Anche in questo ambito, Caravaggio rientra perfettamente nello schema anticonvenzionale perché, come si sa, in vita, per denaro, riprodusse molte copie delle sue opere (quasi repliche autografe). Né poteva mancare l’aspetto esoterico con la pratica dell’alchimia, alla quale il cardinale Del Monte e lo stesso Caravaggio pare fossero dediti, e l’uso della polvere di piombo come subdolo strumento di morte. Sistema utilizzato anche per tentare di eliminare il critico d’arte che "sapeva troppo”.
Insomma, un libro ricco, denso (forse un po’ troppo) di riferimenti, di digressioni, di citazioni, ma che si legge con facilità e che riesce a ricostruire, in oltre 500 pagine, la vita burrascosa (seppure romanzata) di un personaggio affascinante come Caravaggio e, soprattutto, gli ambienti di una Roma degradata, tenebrosa e decadente degli inizi del Seicento, in relazione con quella di oggi, i suoi intrallazzi, le sue lotte intestine, le sue ipocrisie.

Ugo Perugini

Silvia Brena, Lucio Salvini 
L’ultimo respiro del corvo. L’omicidio Caravaggio. 
Edizioni: Narrativa Skira, 
Data pubblicazione: Maggio 2019
ISBN 978-88-572-4087-9
€ 24,50

 


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