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arte contemporanea, collettiva GALLERIA RAFFAELLA CORTESE ​ Via Alessandro Stradella 1, 4 e 7 Milano 20129

Milano - dal 13 marzo al 5 maggio 2018

Kimsooja - To Breathe / The Flags

Kimsooja - To Breathe / The Flags
Kimsooja, To Breathe-The Flags, 2012, still video
 [Vedi la foto originale]
GALLERIA RAFFAELLA CORTESE
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Via Alessandro Stradella 1, 4 E 7 (20129)
+39 022043555 , +39 0229533590 (fax)
galleria@raffaellacortese.com
www.galleriaraffaellacortese.com
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Kimsooja presenta il video "To Breathe – The Flags" e l'installazione "To Breathe – Zone of Nowhere": l’onnipresente simbolo nazionale della bandiera si trasforma in un oggetto più provvisorio e fluido, senza gerarchia o pregiudizio politico, mettendo tutte le nazioni sullo stesso livello.
orario: Martedì - sabato
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 13 marzo 2018. h 19:00 - 21:00
autori: Kimsooja Kimsooja
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Galleria Raffaella Cortese è lieta di presentare la quarta personale di Kimsooja in galleria – dalla sua prima collaborazione nel 2004 – in concomitanza con il progetto site specific To Breathe per la Cappella Portinari, Basilica di Sant’Eustorgio a Milano (10 marzo – 15 giugno).

Kimsooja, artista sudcoreana nota a livello internazionale, individua da sempre nel nomadismo una condizione inevitabile dell’essere contemporaneo attingendo ai propri continui spostamenti che diventano materiale indispensabile per la creazione delle sue opere. Utilizzando diversi media tra cui performance, video, foto e installazioni, i suoi lavori si focalizzano su temi che indagano la natura dualistica ed esistenziale della filosofia, come la relazione tra yin e yang, tra vita e morte, tra mobilità e immobilità e tra locazione e dislocazione, elaborando problematiche fondamentali legate all’arte, alla vita e di valenza anche politica.
In occasione di questa mostra Kimsooja espone due lavori fortemente interconnessi: un video e un’installazione. Nello spazio di via Stradella 4 il video To Breathe – The Flags presenta una successione di duecentoquarantasei bandiere nazionali che, sovrapponendosi in un ciclo continuo, creano uno stato transnazionale di identità. L’intento di quest’azione è ‘svuotare’ le bandiere, intese come simboli della sovranità dello Stato, e riconfigurarle attraverso questa stratificata dissolvenza incrociata. Poiché le immagini sono semitrasparenti, i colori e i disegni di più bandiere vengono mescolati creando una rottura visiva e simbolica delle gerarchie. Il lavoro include anche bandiere di nazioni che non sono riconosciute a livello internazionale, come la Scozia o il Tibet, così come le nazioni le cui bandiere sono vietate in altri paesi, come la Corea del Nord. L’opera fu originariamente creata per il un lavoro commissionato dal Museo Olimpico dell’International Olympic Committee (IOC) per le Olimpiadi di Londra del 2012 sebbene in questa prima versione fossero incluse solo le bandiere dei paesi partecipanti.

Nell’installazione site specic To Breathe – Zone of Nowhere presente nello spazio di via Stradella n.1 le sequenze video di To Breathe – The Flags prendono forma in immagini unitarie: dodici bandiere fluttuano nello spazio e i visitatori possono camminare nell’installazione intrecciandosi tra e oltre i con ni nazionali. Lo spettatore, muovendosi nello spazio, rinnova continuamente il suo punto di vista: ancora una volta il lavoro di Kimsooja mostra l’impegno di coinvolgere il pubblico e ispirare solidarietà e rispetto per gli altri facendo appello al senso di umanità che tutti possediamo.

La mostra To Breathe – The Flags è un desiderio di convivenza per un mondo ideale in cui gli individui possono unirsi per celebrare le distinzioni e la comune umanità. L’onnipresente simbolo nazionale della bandiera si trasforma in un oggetto più provvisorio e fluido, senza gerarchia o pregiudizio politico, mettendo tutte le nazioni sullo stesso livello: un’esperienza visiva nella quale differenze e con itti tra nazioni possono fondersi insieme. Afferma Kimsooja “Mi vedo come una persona completamente indipendente, svincolata da qualsiasi credo, paese o contesto religioso. Voglio essere un individuo libero che è aperto al mondo”. È alla luce di questa filosofia a che le bandiere illustrano uno stato di perpetuo divenire, confondendo l’occhio mentre si accumulano nella mente. Questo stato fluido è ciò che dà al lavoro il suo potere, suggerendo un punto di riferimento che è allo stesso tempo in nessun luogo e ovunque.
Kimsooja è nata nel 1957 a Daegu, Corea. Vive e lavora a New York e Seoul.

L’artista ha esposto sue opere in grandi musei e istituzioni come: PICA Perth Institute of Contemporary Art (2018); Kunstmuseum Liechtenstein (2017); MMCA Seoul (2016); EMST National Museum of Contemporary Art, Athens, Greece (2016-2009-2005); Centre Pompidou Metz (2015); Guggenheim Museum Bilbao (2015); Collection Lambert en Avignon (2014); Vancouver Art Gallery (2013); Museum of Modern Art St. Etienne (2012); Kunsthal 44 Møen (2012); Perm Contemporary Art Museum (2012); Miami Art Museum (2012); Feldkirch Church and Kunstmuseum Lichtenstein (2010); National Museum of Contemporary Art Korea for the Yeong Gwang Nuclear Power Plant (2010); Atelier Hermes, Seoul (2009); Baltic Center for Contemporary Art, Gateshead, UK (2009); Hirshhorn Museum (2008); Fondazione Bevilacqua La Masa & La Fenice Theatre, Venice (2006); Crystal Palace of Reina So a Museum, Madrid (2006); Kunsthalle Wien (2002); Kunsthalle Bern (2002); Palazzo delle Poste, Trieste (2001); MoMA PS1 (2001). Ha partecipato a Kassel Documenta 14: ANTIDORON - The EMST Collection (2017) e a numerose Biennali: Busan (2016), Venice (2013, 2007, 2005, 2001, 1999), Gwangju (2012, 2001, 1995), Thessaloniki (2010), Moscow (2009) Whitney Biennial (2002), Lyon (2000), São Paulo (1997) and Istanbul (1997).
 
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