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arte contemporanea, collettiva GIPSOTECA GIANLUIGI GIUDICI ​ Riva Antonio Caccia 1a Lugano 6900

Lugano - dal 29 settembre 2018 al 12 gennaio 2019

Dialoghi di Scultura

Dialoghi di Scultura

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GIPSOTECA GIANLUIGI GIUDICI
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Riva Antonio Caccia 1a (6900)
Condominio Central Park-primo Piano
+41 (0)919804141
gipsotecaggiudici@gmail.com
www. fondazionegiudici.com
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La Gipsoteca Gianluigi Giudici di Lugano avvia un ciclo di esposizioni che, nel tempo, metteranno a confronto – fra loro e con le opere esposte in permanenza nello spazio museale – artisti che si esprimono mediante proposte plastiche con materiali e tecniche tradizionali, ma anche con interventi originali che comunque abbiano a svilupparsi nelle tre dimensioni
orario: da mercoledì a sabato, ore 14.00 – 18.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 29 settembre 2018. ore 17
ufficio stampa: UESSEARTE
curatori: Luigi Cavadini
autori: Pascal Murer, Pedro Pedrazzini, Paolo Selmoni
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Sabato 29 settembre la Gipsoteca Gianluigi Giudici di Lugano avvia un ciclo di esposizioni che, nel
tempo, metteranno a confronto – fra loro e con le opere esposte in permanenza nello spazio museale
– artisti che si esprimono mediante proposte plastiche con materiali e tecniche tradizionali, ma anche
con interventi originali che comunque abbiano a svilupparsi nelle tre dimensioni.
Nei primi appuntamenti dei Dialoghi verranno invitati in particolare artisti che operano in Canton
Ticino e di ciascuno verranno esposte opere che illustrano la produzione attuale. Una delle opere di
ciascun autore, poi, viene selezionata in vista di una presentazione fronte a fronte con uno dei gessi di
Gianluigi Giudici, con l’intenzione di raccontare le sensibilità diverse con cui gli artisti affrontano una
stessa tematica o uno stesso pensiero.
Per il primo incontro saranno in mostra le opere di:
Pascal Murer, artista svizzero a tutto tondo, nato ad Altdorf, Uri, da madre grigionese (Poschiavo) e
padre del Nidwalden, formatosi a Vienna e dal 2001 a Locarno; Pedro Pedrazzini, grigionese di
Roveredo, con studi a Londra, Firenze e Milano, ma attivo nel locarnese dal 1976 dove fu assistente
dello scultore Remo Rossi; Paolo Selmoni, bellinzonese di nascita, si forma alla maniera antica, “a bottega” nell’atelier del padre Pierino, scultore affermato recentemente scomparso, e da sempre
attivo a Mendrisio e Ligornetto.
Particolarmente interessante sarà il dialogo tra le loro opere perché i materiali e le modalità operative
sono diversi: Murer opera sia con il legno che con il bronzo, Pedrazzini si dedica completamente alla
fusione in bronzo e Selmoni lavora da sempre con il marmo ma utilizza pure il bronzo che tratta con
una tecnica del tutto originale con fusione sotto vuoto.
È quindi possibile accostare in mostra le due tecniche tradizionali della scultura, che vedono nascere
l’opera “per via di levare” cioè con la sottrazione di materia da un blocco informe o “per via di porre”
cioè realizzando la scultura mediante la modellazione in cera o in argilla della forma da affidare poi
all’operazione di fusione in metallo (bronzo in particolare o altre leghe, ma, soprattutto per piccoli
formati, anche oro o argento).
Fondamentale, poi, la personalità dell’artista in rapporto alle “figure” che ciascuno realizza. Selmoni
punta alla essenzializzazione delle forme verso una modernità senza eccessi, Murer cerca la
visualizzazione plastica di azioni naturali o la cristallizzazione della forma di un corpo, Pedrazzini tende
a raccontare il moto e la relazione tra figure.
Durante la mostra saranno organizzati incontri con gli scultori, visite guidate e presentazioni di libri
sulla scultura.

La Gipsoteca, dedicata a Gianluigi Giudici (Casanova Lanza 1927, Valmorea 2012) e alla sua opera, raccoglie
diverse centinaia di gessi di lavori poi fusi in bronzo, realizzati in oltre cinquant’anni di attività. Il linguaggio
utilizzato dall’artista spazia dal figurativo all’astrazione, nella sua variante organica. Particolarmente apprezzata
nel tempo è stata la sua scultura religiosa, collocata presso chiese delle province lombarde e del Canton Ticino,
con una eccezione per l’ampio intervento compiuto a Vienna, tra 1966 e 1992, presso la Chiesa del Buon
Pastore. L’allestimento presso la sede della Gipsoteca, è stato realizzato con lo scopo di evidenziare la varietà e
peculiarità dei linguaggi utilizzati, attraverso la creazione di “isole” ossia raggruppamenti di opere che meglio
inquadrano aspetti del suo lavoro. Da segnalare inoltre altri due interessanti spazi: il deposito gremito di gessi
di varia epoca e di vario interesse e l’atelier giovanile dell’artista con gli strumenti per la realizzazione di lavori a
cesello e a sbalzo.
 
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