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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE ADOLFO PINI ​ Corso Giuseppe Garibaldi 2 Milano 20121

Milano - dal 5 dicembre 2018 all'undici gennaio 2019

Luca Staccioli - Donner à voir

Luca Staccioli - Donner à voir

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FONDAZIONE ADOLFO PINI
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Corso Giuseppe Garibaldi 2 (20121)
Milano
+39 02874502
segreteria.eventi@fondazionepini.it
www.fondazionepini.it
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Partendo da libri di storia e da documentazione informatica, museale e archivistica, Luca Straccioli - uno dei due vincitori della Borsa di Studio Progetto Inedito 2018 - ripensa i meccanismi di creazione arbitraria degli immaginari identitari che, legati alla famiglia, si coagulano in categorie e gerarchie coercitive
orario: da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 5 dicembre 2018. ore 18.30
autori: Luca Staccioli
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dal 6 dicembre all’11 gennaio la Fondazione Adolfo Pini presenta Donner à voir, mostra personale di Luca Staccioli, uno dei due vincitori della Borsa di Studio Progetto Inedito 2018.

La borsa di studio, messa a disposizione dalla Fondazione e a cura di Dalia Gallico, è destinata a studenti delle accademie e delle università milanesi e a neolaureati under 35 con l’obiettivo di sostenere progetti inediti a vocazione multidisciplinare.

Giunta al suo secondo anno di vita, questa borsa di studio vede Luca Staccioli cimentarsi con un nuovo corpo di lavori, sviluppati in collaborazione con CODE South Way e attraverso un periodo di studio al museo della Legione straniera di Aubagne - Marsiglia.

La pratica artistica di Luca Staccioli, basata sulla ricerca sperimentale e orientata alla processualità, include media differenti. Le sue opere esplorano archeologie del presente attraverso un metodo di stratificazione e combinazione di microstorie, memorie sradicate, oggetti quotidiani e immagini nomadiche che prolificano nella dimensione globale-locale e negli apparati tecnologici.

Donner à voir prende avvio dalla storia di G. Staccioli, letta come metafora dell’individuo moderno e contemporaneo. L’artista coinvolge lo spettatore nel racconto di una condizione limite tra appartenenza e disorientamento, indotta da sistemi sociali normativizzati e desoggettivanti, e caratterizzata dall’alienazione rispetto ai grandi processi storici.

“Alla fine degli anni Quaranta, G. Staccioli si trovava in prigione per un crimine sconosciuto. Staccioli commutò la pena arruolandosi nella Legione Straniera a Marsiglia: andò così a combattere in Indocina (1946-1954). Di lui non si sa più nulla”. - l’artista racconta - “Rimangono soltanto alcuni documenti ingialliti conservati in un archivio della Legione Straniera ad Aubagne, un certificato di morte, il cognome Staccioli – che mio padre ha ereditato, per cavilli burocratici, senza essere consanguineo del defunto (Staccioli è ora anche il mio cognome) –, un rullino fotografico che G. Staccioli spedì in Italia e che nessuno fino a oggi aveva sviluppato. Le immagini appaiono ormai completamente cancellate, il contenuto irriconoscibile”.

Partendo da libri di storia e da documentazione informatica, museale e archivistica, Luca Straccioli ripensa i meccanismi di creazione arbitraria degli immaginari identitari che, legati alla famiglia, si coagulano in categorie e gerarchie coercitive.
 
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