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arte contemporanea, collettiva CASA EMERGENCY ​ Via Santa Croce 19 Milano 20122

Milano - dal 15 maggio al 9 giugno 2019

Giulio Piscitelli - Zakhem|Ferite|Wounds. La guerra a casa|When war comes home

Giulio Piscitelli - Zakhem|Ferite|Wounds. La guerra a casa|When war comes home

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CASA EMERGENCY
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Via Santa Croce 19 (20122)
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In occasione del suo venticinquesimo compleanno, EMERGENCY organizza ‘Zakhem|Ferite|Wounds. La guerra a casa|When war comes home’, una mostra fotografica di Giulio Piscitelli, realizzata da EMERGENCY con il supporto di Contrasto.
orario: feriali ore 12-19; festivi ore 10-20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 15 maggio 2019. ore 19
catalogo: in galleria.
curatori: Giulia Tornari
autori: Giulio Piscitelli
patrocini: Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)
genere: documentaria, fotografia, presentazione, personale

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comunicato stampa
Proprio nel giorno in cui ricorre il compleanno dell’organizzazione, il 15 maggio, si terrà l’opening della mostra: una conversazione con Giulio Piscitelli, autore delle fotografie; Gino Strada, Fondatore di EMERGENCY; Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY e Giulia Tornari, curatrice. A moderare Fabrizio Foschini, Analista dell’Afghanistan Analysts Network.

Nel 2018 Giulio Piscitelli ha visitato i Centri chirurgici per vittime di guerra di EMERGENCY a Kabul e Lashkar-gah, in Afghanistan.
EMERGENCY ha iniziato a lavorare nel Paese nel 1999. Da allora ha curato quasi 6 milioni di persone nei due centri chirurgici, nel Centro di maternità di Anabah e nei diversi FAP (Posti di primo soccorso e Centri sanitari) situati in zone rurali e scarsamente collegate con gli ospedali principali.

Mentre gli Stati Uniti e i loro alleati discutono il ritiro delle truppe dal Paese, il governo afgano cerca di concordare il “cessate il fuoco” con le forze anti-governative e le elezioni presidenziali vengono continuamente posticipate, la guerra continua a ferire, uccidere e distruggere. E sul terreno c’è ancora l’eredità delle guerre precedenti: mine antiuomo e ordigni inesplosi continuano a mutilare bambini e adulti, soprattutto civili.

Giulio Piscitelli ha incontrato le vittime di una guerra che continua da oltre 18 anni nell’indifferenza dell’opinione pubblica. Ha dato loro un volto, un nome, ha scoperto le loro storie.

Storie che parlano di una violenza che irrompe nella vita quotidiana, senza preavviso. Storie che mostrano la ferita – zakhem, si dice in dari – provocata dalla guerra.

Le ferite vengono messe al centro del racconto fotografico, perché la guerra, in fin dei conti, parte da lì. Si vedono, però, anche le ferite più profonde: la paura e l’esasperazione che non ti abbandonano mai, ma che devi imparare a controllare, mentre il resto del mondo sembra all’oscuro di tutto.
Giulio Piscitelli mostra la forza del popolo afgano, i suoi scatti trasportano i soggetti in un mondo quasi irreale, illuminato, in una fissità senza tempo né spazio, nella verità della guerra di sempre e ovunque.

“Abbiamo scelto di festeggiare questi 25 anni mostrando a tutti, attraverso le foto di Giulio, quello che fa EMERGENCY fin dalla sua nascita. Curando le vittime, anno dopo anno, abbiamo capito una cosa semplice. Che qualunque siano le armi, qualunque siano i motivi, la guerra ha sempre la stessa faccia: morti, feriti, gente che soffre. È trovandoci di fronte ogni giorno la sofferenza di centinaia di esseri umani, che abbiamo iniziato a maturare l’idea di una comunità in cui i rapporti siano fondati sulla solidarietà e il rispetto. Una società che faccia a meno della guerra, per sempre.” dichiara Gino Strada, Fondatore di EMERGENCY.

La mostra, ideata nell’ambito del progetto “NO ALLA GUERRA, per una società pacifica e inclusiva rispettosa dei diritti umani e della diversità fra i popoli”, è realizzata grazie al contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Biografia
Giulio Piscitelli (Napoli, 1981) si avvicina alla fotografia dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, collaborando con diverse agenzie giornalistiche. Dal 2010 lavora come freelance, realizzando reportage fotogiornalistici sull’attualità internazionale. Ha documentato il colpo di stato in Egitto e le guerre in Siria, Iraq e Ucraina. Dal suo primo progetto di lungo termine, dedicato alla crisi migratoria in Europa, è nato un libro, “Harraga. In viaggio bruciando le frontiere” (Contrasto, 2017). I suoi lavori sono apparsi su importanti testate nazionali e internazionali, tra le quali: L’Espresso, Internazionale, Io Donna, The New York Times, Newsweek, La Stampa, Stern, Time, Vanity Fair, Vrji.
 
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