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arte contemporanea, collettiva SPAZIO FOURTEEN ARTELLARO ​ Piazza E. Figoli 14 Lerici 19032

Lerici (SP) - dal 22 giugno al 12 luglio 2019

Riccardo Gemma - Dentro e fuori dal ring

Riccardo Gemma - Dentro e fuori dal ring
Fuori e dentro dal ring | Riccardo Gemma
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SPAZIO FOURTEEN ARTELLARO
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Piazza E. Figoli 14 (19032)
Tellaro
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In seguito alla rassegna video lo spazio Fourteen riprende l’esposizione di carattere installativo con Riccardo Gemma.
orario: da lunedì a domenica 17-24
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 22 giugno 2019. ore 19.00
curatori: Gino D'Ugo
autori: Riccardo Gemma
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
FUORI E DENTRO DAL RING | Riccardo Gemma
22 giugno_12 luglio
ore 19.00
FourteenArTellaro,
Piazza Figoli, 14
Tellaro (SP)
Rassegna La superficie Accidentata
a cura di Gino D’Ugo

In seguito alla rassegna video lo spazio Fourteen riprende l’esposizione di carattere installativo con Riccardo Gemma.



Di cosa siamo fatti? Una verità pregressa della società predispone ad un ordine apparente.

Assolvere la funzione è qualcosa di assolutamente indispensabile per la continuità dell’esistenza quotidiana.
Riccardo Gemma da molti anni si guadagna da vivere con la grafica editoriale con una prevalenza di commissioni dal settore dell’arte. Ascolta e interagisce alla necessità del lavoro per cui viene coinvolto.
Con metodo.
Da anni il suo tavolo di lavoro è un campo di battaglia tra cataloghi, fogli sparsi, revisioni e commissioni da evadere. Uno sporco lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo, e farlo bene.

Da anni sul tavolo compaiono anche foglietti sparsi, quadernini e un’agenda dove si libera un’ altra dimensione, quella al di là della funzione. Un lavoro completamente inedito.

Disegni, schizzi nervosi e immediati, un tratto che a volte scava la carta fino a consumarla, fino a sacrificarla, è il sintomo di un corto circuito che crea un superamento del pudore, scomodo e urlante.
Riccardo Gemma artista ingaggia un corpo a corpo con la realtà liberandosi da una dimensione prevedibile e conosciuta per aprirsi a una visione, tragica, crudele, emotivamente critica, mirata a possedere il reale oltre il reale stesso.
Guardare e descrivere in modo illustrativo o essere nell’espediente esclusivamente formale ha ben poco a che vedere con il mondo emotivo e critico in cui l’arte si rivela.
Il reale più del reale stesso si rivela oltre l’immagine tramite la sensazione, il contrario del definito, del clichè e dello spontaneo, non ha faccia, come gli esseri da lui disegnati, si dirama attraverso il sistema nervoso, il movimento vitale, l’istinto e ci evidenzia l’essere nel mondo.
Il sistema nervoso non fa sconti, e ben distante dalla narrazione e dalla raffigurazione, porta con sè una sensazione accumulata, fonte critica e vitale.
Sulla superficie, dal tratto e dalla sensazione, emergono corpi senza volto, privi di arti, organi di movimento, costretti ad uno spazio precluso, a volte schermato, a volte inserito in uno spazio geometrico, ragionevole costruzione a contenere il troppo, la sofferenza, la crudeltà.
Spesso la parola si dimena dagli organi interni come a cercare il senso, la logica, fuoriesce fuori e dentro dal ring, scomposta, frammentaria, come a evidenziare un fallimento dell’ordine stesso.
E fuori dalla morale, il corpo perfetto non trattiene più la sua compostezza.
Il corpo si è fatto vendetta.
 
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