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A Villa Buri le sonorità della natura catturate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Verona

   
   
 
A Villa Buri le sonorità della natura catturate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Verona
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Da oggi, nel parco di Villa Buri, a Verona, la mostra "Linea Terra Acqua. Parco di Arte e Natura” propone un inedito percorso alla scoperta di un insolito rapporto con le sonorità della natura, attraverso i lavori degli studenti dell’Accademia di Belle Arti della città scaligera. Il progetto espositivo ha preso il via durante i corsi di Scultura e di Tecniche del Marmo da un’iniziativa dei docenti Daniele Salvalai e Francesca Piccolino Boniforti e ha coinvolto per il secondo semestre gli studenti delle diverse scuole dell’Accademia. 
La mostra, aperta fino al 30 settembre, si compone di quattordici opere tra sculture, oggetti sonori e performance, selezionate tra più di una cinquantina di progetti con il criterio di voler offrire un’ampia varietà di approcci possibili tra forma scultorea e antropologia. Le opere sono strettamente legate al luogo in cui sono poste e indagano le sonorità della natura, le intercettano, le osservano o le modificano, fino a invitare lo spettatore a un’interazione con questa dimensione nella parte più "selvaggia” del parco, per esplorare in particolare il rapporto con l’elemento acqua, presente nell’area attraverso piccoli canali. 
L’edizione di quest’anno è un ampliamento dall’esperienza che, nel 2017, a Lazise, aveva visto gli studenti dei corsi di scultura, pittura e design creare un percorso espositivo in omaggio alla ricerca di Giovanni Anselmo – di cui rimane traccia nel titolo del progetto "Linea Terra Acqua” – che conduceva fino alla riva del Lago di Garda. Per l’edizione 2018, a Villa Buri, si incontrano non solo le installazioni di Lisa Biroli, Ortensia Benussi, Marta Goglio, Simone Toniolo e di Matteo Trentin con Linda Manara, ma anche, durante l’inaugurazione, gli oggetti sonori di Michele Ferri, Paolo Protasoni, Jennifer Taufer, Giorgia Sorrentino, Melissa Bellotti e Linda Simioni insieme a Lisa Maculan, ‹‹nati – spiega l’Accademia – per migrare e diventare strumenti di esplorazione sonora dei luoghi a disposizione del fruitore››. 
Questi particolarissimi strumenti saranno poi parte del concerto dell’orchestra creativa del Dipartimento di Jazz del Conservatorio di Verona, il 21 luglio. All’inaugurazione di oggi saranno presentate l’installazione temporanea Unità, ritmo di Francesco Marchioro e il risultato della performance Moto per una relazione introspettiva circostante di Andrea Bonetti. (Silvia Conta)

In alto, fotografia di Marco Ambrosi
 


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2 commenti trovati  

18/07/2018
Cactus Cubico
Ciao Marco, ho trovato questo articolo cliccando adesso sul tuo commento in homepage, altrimenti non mi sarei mai accorto della sua esistenza...ironia della sorte! Non entro nel merito della questione dell'autore della fotografia (vedo che adesso hanno citato il tuo nome, quindi risolto). Ma leggendo il tuo post mi viene una domanda: ti appelli alla netiquette...e allora in nome di quella non sarebbe stato più elegante e rispettoso inviare una mail alla redazione in cui esprimere la tua richiesta? Non so...ma da come l'hai impostata passa dal poter essere una legittima richiesta a sembrare uno sfogo acrimonioso (che talvolta può essere peggiore di una didasclia mancante). Per dirla "con Chanel": l'articolo e la didascalia passano (o non vengono nemmeno notati), l'eleganza resta. Comunque la mostra sembra interessante, se passo da quelle parti magari vado a vederla! Grazie per avermela fatta notare!

17/06/2018
marco, verona
http://www.marcoambrosi-com
Bell'articolo. Che fine ha fatto la netiquette, visto che l'autore della fotografia non viene citato? si tratta di Marco Ambrosi, docente in quell'Accademia. Se lo spazio non era sufficiente, avreste potuto omettere la firma dell'articolo. Tanto...

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