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Il successo di se stessi. Marina Abramovic si racconta per il primo episodio di Polimoda Duets

   
   
 
Il successo di se stessi. Marina Abramovic si racconta per il primo episodio di Polimoda Duets
pubblicato

Il successo arriva quando sei molto giovane. E se a dirlo è Marina Abramović, questa affermazione suona come una profezia. O un anatema, a seconda dei punti di vista. Figura iconica anche al di là dei confini dell’arte contemporanea, volto protagonista di opere entrate nell’immaginario collettivo, Abramović si racconta a Francesco Brunacci per il primo episodio di Polimoda Duets, una serie di video interviste online su Youtube, Instagram Tv e Facebook, con i personaggi più influenti della cultura contemporanea, presentata da Polimoda, Scuola di moda con sede a Firenze. Ogni episodio sarà condotto da un diverso intervistatore e dedicato a grandi giornalisti, studiosi ed esperti del settore, in una conversazione sui temi centrali della società contemporanea.
Per il primo Duets, la protagonista è Abramović, in occasione della mostra "The Cleaner”, in corso a Palazzo Strozzi. Ripercorrendo l’essenza del proprio lavoro, con le testimonianze delle performance più evocative che scorrono sulle sue parole, Abramović racconta i tempi moderni, dominati dalla ricerca del successo e del politicamente corretto, dall’onnipresenza della tecnologia e dalla sovraesposizione dei social media. «Mi piacerebbe davvero creare qualcosa chiamato ‘metodo Abramović’, un modo per aiutare le persone a capire come diventare più consapevoli di sé stessi, perché nelle nostre relazioni la tecnologia ha escluso tutti i nostri sensi. Non usiamo la telepatia, non usiamo la percezione esistenziale, non usiamo l'intuizione, siamo diventati una specie di robot. Il mio lavoro è quindi tornare alla semplicità, a noi stessi», ha detto l’artista.
E a completamento del progetto, grazie alla collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi, gli studenti di Polimoda prenderanno parte a una serie di workshop dedicati al lavoro dell’artista, per approfondire il tema della progettazione dell’arte e la sua interazione con il mondo della moda. «Se la formazione è l’anello di congiunzione tra il mondo della cultura e la realtà professionale, allora il nostro compito quali educatori è di accompagnare i giovani nella scoperta e nella conoscenza di questi due universi, che fondendosi costituiranno le basi su cui costruire la propria identità personale e crescita professionale», ha spiegato il direttore di Polimoda, Danilo Venturi.
Sotto, l'intervista completa.

 


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1 commento trovato 

27/10/2018
Francesco Angelo Brero
Mi piacerebbe invitare la signora Abramovic a pulire una antica camera con bagno insieme a me; assai terapeutico e poetico.

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