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La strada del MAXXI porta fuori dal museo. Due giorni di performance diffuse a Roma

   
   
 
La strada del MAXXI porta fuori dal museo. Due giorni di performance diffuse a Roma
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Dove porta La Strada del MAXXI? Proprio dove tutto ha inizio, cioè al di là delle pur eleganti pareti dei musei e delle gallerie. E allora, nell’ambito di "La Strada. Dove si crea il mondo”, mostra a cura di Hou Hanru e visitabile fino al 28 aprile, l’arte fa ancora un passo verso lo spazio della città quotidiana, con tre performance in due giorni, in luoghi diversi di Roma, dal Pantheon alla Piazza del Museo. Protagonisti, Adrian Paci, Massimo Bartolini e Lin Yilin
L’imponente esposizione è scandita da oltre 200 opere di più di 140 artisti provenienti da diversi Paesi, come Alfredo Jaar, Kendell Geers, Marinella Senatore, David Hammons, Santiago Sierra, Jimmie Durham e Barbara Kruger. Ma l’aspetto performativo, gli eventi transdisciplinari, le azioni pubbliche, hanno un ruolo di primo piano nella programmazione, per comprendere le nuove funzioni e l’identità della strada contemporanea. 
Primo appuntamento, mercoledì, 20 marzo, alle 16, a Piazza della Rotonda, in prossimità del Pantheon, nel cuore del centro storico di Roma, per la nuova performance di Lin Yilin, artista da sempre impegnato nell’indagine delle mutevoli condizioni socioeconomiche e dei paesaggi politici instabili del mondo globalizzato. La performance The Back crea un dialogo tra la cultura occidentale dell’antichità e la Cina contemporanea, in un confronto tra Roma, internazionalmente riconosciuta come culla del diritto, e la nuova Costituzione della Repubblica Popolare Cinese. La performance prevede un vero e proprio tiro alla fune con le pagine arrotolate della Costituzione cinese, che diviene così una corda tesa tra Cina e Occidente. 
La seconda giornata di performance, giovedì, 21 marzo, si svolgerà nella Piazza del MAXXI. Si inizia alle 11, con la performance di Adrian Paci, One and Thirty-Four Chairs. L’azione si basa sulla creazione di una piccola comunità estemporanea attraverso un gesto semplice e un oggetto ordinario come la sedia. I partecipanti, che hanno risposto a una call lanciata da NABA, porteranno la sedia da casa e si recheranno al museo, documentando il tragitto. Giunti nella piazza, si posizioneranno nello spazio, ciascuno con la propria sedia, fino a formare un cerchio, uno spazio collettivamente disegnato e da vivere in silenzio. L’unico gesto previsto dall’azione, alzarsi all’arrivo di ogni nuovo performer. 
A seguire, alle 18.30, sempre nella Piazza del MAXXI, la performance Improvvisazione libera, a cura di Massimo Bartolini, anch’essa in collaborazione con NABA e presentata nel 1990 da Giuseppe Chiari al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. L’opera prevede la partecipazione libera di almeno 70 persone tra musicisti professionisti e non, purché appassionati di musica. Ciascun partecipante dovrà portare con sé uno strumento musicale trasportabile. La performance vedrà la straordinaria partecipazione in apertura di Giancarlo Cardini al pianoforte. L’Improvvisazione di Chiari si inserirà solo dopo mezz’ora dall’inizio del concerto di Cardini e proseguirà per circa un’ora, cercando di seguire le apertissime indicazioni dello stesso Chiari: «L’orchestra seguirà un andamento indeterminato: quando uno inizia tutti iniziano, quando uno finisce tutti finiscono. Si può suonare uno strumento che non si conosce ma si deve tentare di suonarlo in modo tradizionale, si deve suonare il motivo o il frammento di un motivo che ci piace, si può improvvisare, cercare, comporre, si può lasciare il proprio strumento e andare a chiedere lo strumento ad un altro».
 


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