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Osservando la superficie accidentata. A Tellaro, Fourteen presenta la rassegna di videoarte

   
   
 
Osservando la superficie accidentata. A Tellaro, Fourteen presenta la rassegna di videoarte
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Chi l’ha detto che lo schermo è liscio? Sarà per un malinteso effetto ottico, perché nella maggior parte dei casi la sua superficie è frammentaria, porosa, densa, permeabile. Ed è La superficie accidentata il titolo della rassegna di videoarte a cura di di Gino D’Ugo e presentata da Fourteen ArTellaro, in svolgimento già dal 2018, la cui prossima tappa sarà inaugurata il 18 maggio, alle 18, nell’oratorio sconsacrato inselàa, a Tellaro di Lerici, in provincia di La Spezia. 
31 i video che saranno proiettati a loop, realizzati da artisti contemporanei di diverse esperienze e provenienze, tra i quali alcuni già ospitati con una loro installazione nello spazio Fourteen ArTellaro, come Sandro Mele, Alessandro Brighetti, Massimo Mazzone, Nicoletta Braga, Christian Ciampoli, che ne presenta uno in collaborazione con Silvia Sbordoni, e Marina Paris con Alberto D’Amico. Successivamente le opere saranno visibili su uno schermo da 40 pollici nello spazio Fourteen dove, raggruppate in loop di 5-8 video alla volta, ruoteranno fino al 21 giugno, a cadenza settimanale. 
Di alcuni si presentano delle produzioni video di Fourteen, come la postproduzione di Solarium, di Iginio De Luca, il backstage con il gruppo dei Radio Zero e il video di Giovanni Gaggia, Tutto l’inizio, la fine, interamente girato sul territorio. Ancora il territorio è al centro dei video di Daniela Spaletra e Luca Monzani e poi la cronaca, che diventa politica ed etica, nei lavori di Giampaolo Penco, Mauro Folci, Laura Pinta Cazzaniga, Luca Vitone, che affronta la questione eternit, e Silvia Giambrone, incentrato sull’ambiguità dell’artigianato di genere. E ancora, la radicalità dei gesti semplici, in a travès, di Calixto Ramirez Correa, la poesia filosofica e feroce dell’Homo Homini Lupus, per Filippo Berta. Infine, le ricerche sulla distanza tra noi e il mondo, le domande su cosa ci unisce e cosa ci divide, in Philipp Gufler, Simone Cametti, il cui progetto Annullamento della velocità terrestre mette in discussione la stessa collocazione del reale, Anuar Arebi, Elena Nonnis, Franco lo Svizzero, Alice Schivardi, Federica Gonnelli, Fabrizio Cicero, Fiorella Iacono, Sonia Andresano

In alto: Filippo Berta, Homo Homini Lupus, 2011, video still. Courtesy of the artist
 


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