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Come sopravvivere nella giungla delle fiere d’arte contemporanea? Lucca Art Fair ci prova

   
   
 
Come sopravvivere nella giungla delle fiere d’arte contemporanea? Lucca Art Fair ci prova
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Come ritagliare la propria fetta di pubblico e di mercato, nel variegato e complesso mondo delle fiere d’arte contemporanea italiana? Attenzione al territorio, le giuste collaborazioni e specifiche impostazioni curatoriali ed espositive. Senza dimenticare i premi. Così Lucca Art Fair prova a emergere, attirando nuove e altre fasce di collezionismo e, a giudicare dai risultati, la strada intrapresa sembra essere quella giusta. La quarta edizione della fiera d’arte moderna e contemporanea si è chiusa il 19 maggio, al Polo Fiere, facendo registrare una buona affluenza di pubblico, attento alle proposte storicizzate ma anche a quelle contemporanee ed emergenti, oltre che agli eventi collaterali, come i talk del programma "Vissi D’Arte. 
«La fiera in questi quattro anni si è sempre più consolidata, diventando un appuntamento importante per addetti ai lavori, collezionisti e appassionati del settore, un vero e proprio punto di riferimento per il Centro Italia. Abbiamo lavorato molto per potenziare il radicamento dell’evento sul territorio e questa edizione, che ha registarto un incremento del volume di affari, ci conferma che stiamo muovendoci nella direzione giusta. La scelta di preservare un livello qualitativo alto ci sta premiando», ha spiegato Paolo Batoni, direttore della fiera. 
Quarantaquattro le realtà del contemporaneo presenti, divise in quattro sezioni principali: una Main Section, con gallerie che hanno proposto opere del moderno, del periodo post bellico e del contemporaneo; una Temporary Art Zone riservata, per la prima volta, a progetti solo show; Letture Critiche, a cura di Francesca Baboni, con gallerie che presentano artisti in dialogo tra loro; Art Tracker, sezione a cura di Gabriele Tosi, dedicata alla valorizzazione dei talenti under 35, nata dalla collaborazione tra la fiera e il Premio Combat e che, quest’anno, ha coinvolto anche la Casermetta S. Frediano. 
Novità di quest’anno anche il Premio Viero per l’Arte Contemporanea, un nuovo riconoscimento promosso da Viero paints, brand internazionale di prodotti materici e vernicianti rivolti al mondo dell’architettura, del design e dell’arte, con sede a Porcari. Il premio – conferito da una giuria composta dai critici d’arte e curatori Baboni e Stefano Taddei, da Batoni e dalla marketing manager di Viero Paints, Barbara Pezzini – è andato agli artisti Baris Saribas (Turchia) e Navid Azimi Sajadi (Iran), che hanno partecipato alla fiera con Archway Project, un progetto a quattro mani. 
I due artisti hanno iniziato a collaborare nel 2016, dando vita a una serie di opere che lasciano intersecare la loro essenza contemporanea e visionaria con riferimenti alla storia dell’arte mediorientale. Il progetto, come si legge nella motivazione della giuria, è stato infatti scelto «per la proposta di una ricerca che affonda in una delle culle della nostra civiltà, quella persiana, avendo uno sguardo nel presente e con una prospettiva di sviluppi estetici futuri altrettanto connessi con la complicata attualità». 

In alto: Lucca Art Fair 2019. Courtesy Nicol P. Claroni
 


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